Francisca Pulido è la cofondatrice dello studio di architettura Assadi+Pulido e attualmente architetto
indipendente.
Il suo lavoro, ammirato a livello internazionale, si è sviluppato in vari
paesi quali Cile, Messico,
Guatemala, Perù, e negli Stati Uniti.
Insegna in diverse università in
Cile tra cui la Finis Terrae
di Santiago del Cile e in altre prestigiose università internazionali tra cui
lo IUAV di Venezia.
Le sue partecipazioni e
pubblicazioni internazionali sono numerose. Nel tempo infatti è stata invitata
a tenere conferenze in Brasile, Perù, Messico, Porto Rico, Argentina, Stati
Uniti e Italia.
Il suo lavoro è pubblicato in
tutto il mondo nelle principali riviste di settore, monografie e libri
specializzati.
È inoltre direttrice del Congresso
ARQUINE in Cile, membro del gruppo di curatori della Biennale di Architettura
2015 di Valparaiso e direttrice della relativa mostra nazionale.
Sarà l’architetto Francisca Pulido a rappresentare il Cile e la Facoltà di Design
dell’Università Finis Terrae di
Santiago del Cile all’evento Attraverso la luce del tempo in occasione della Bologna Design Week, illustrando lavori e progetti di studenti e giovani designer
del paese sudamericano.
Oggi abbiamo la possibilità di
scoprire insieme a lei alcuni aspetti dell’architettura
e del design cileno e chissà,
qualche anteprima su questa partecipazione speciale all’evento bolognese.
gdl Francisca, il tuo lavoro è apprezzato in tutto il mondo.
Personalmente vedo una grande relazione tra edificio e ambiente che lo ospita.
È così? Quali sono le caratteristiche con le quali ti approcci alla
progettazione e quelle che accomunano le tue opere?
FP Il rapporto dell'opera con il
paesaggio e con il contesto è una condizione basilare per qualsiasi progetto.
Credo che su questo non ci siano dubbi. Al contrario, è qualcosa di naturale e
implicito sia a livello accademico che di sviluppo progettuale. A meno che non
si parli di sperimentazioni soggette a livelli di "autonomia"
particolari.
Per quel che riguarda le
caratteristiche dei miei progetti e gli elementi comuni, diciamo che si cerca
un'architettura semplice, non eccessivamente appariscente, cercando di
rispondere alle richieste e alle necessità del committente. Queste a volte
contrastano con le possibilità costruttive, non tanto per la complessità del
progetto, quanto per le difficoltà e i condizionamenti dovuti alla particolare
conformazione geoclimatica del Cile.
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Casa Guthrie |
gdl Potresti raccontarci un po’ lo stile architettonico cileno?
Nei tuoi lavori rispecchi sempre questo stile o raccogli spunti da altri modi
di progettare e costruire dal respiro più internazionale?
FP Non credo che esista né che
sia mai esistito uno stile architettonico cileno. Mi sembra che il gran
vantaggio e, contemporaneamente, il grande problema dell'architettura che si fa
in Cile sia proprio la mancanza di una base storica e teorica. Questo però ci
lascia un certo grado di libertà che in altri Paesi non c'è. Forse nasce
proprio qui la possibilità di farsi conoscere e di posizionarsi
internazionalmente.
Chiaramente ci sono aspetti che
ci contraddistinguono. Questi hanno a che fare con le variabili che ci si trova
ad affrontare in un Paese come il Cile con le sue peculiarità e le sue
caratteristiche geografiche. Mi riferisco agli aspetti climatici, a quelli
sismico-strutturali, alla difficile accessibilità ad una mano d'opera
specializzata e ad alcuni materiali in certe zone. E anche all'aspetto dei costi
sia dei terreni che della costruzione: in Cile è ancora possibile
immaginare di progettare la propria casa o mettere insieme un gruppo di
investitori per portare avanti un progetto.
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Facultad de Ciencias Económicas y Administrativas |
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Facultad de Ciencias Económicas y Administrativas |
gdl Avendo insegnato anche in Italia, conosci bene il modo di
progettare e l’architettura del nostro paese. Quali affinità e quali differenze
riscontri tra Italia e Cile nell’approccio progettuale?
FP Domanda difficile! È vero, ho
avuto l'opportunità di insegnare nei workshop dello IUAV. Quindi posso solo
parlare dell'ambito accademico dell'architettura. E in effetti ci sono delle
grandi differenze con il Cile.
Come dicevo prima, in Italia c'è
una base teorica e storica molto importante il che fa sì che, al momento di
progettare, ci si trovi a dover conciliare variabili più complesse e
condizionanti. C'è più revisione intellettuale (cosa che, alla fine, inibisce
un po' la libertà di innovazione e sperimentazione) che pensiero progettuale.
In ambito professionale avete
grandi architetti che, senza dubbio, sono punti di riferimento mondiali. In
questo non vedo grandi somiglianze poiché rappresentano una scala e un grado di
definizione del dettaglio che, per noi, è poco pensabile.
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Casa Roel Messico |
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Casa Toledo Guatemala |
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Hotel Awasi Patagonia |
gdl A tuo modo di vedere esiste un legame tra architettura e
design? Cosa accomuna queste due discipline?
FP Il collegamento principale è
il procedimento, il pensiero metodologico e selettivo che porta a un risultato.
Sono molto simili, direi apparentati. Per questo si integrano e si combinano
nel processo creativo.
La gran differenza è
l'abitabilità che naturalmente è esclusiva dell'architettura la quale non si
confronta solo con aspetti funzionali ed estetici, ma anche spaziali, di
illuminazione, di misure e proporzioni.
L'architettura da metà '900 ad
oggi si considera un lavoro multidisciplinare in cui collaborano aree diverse
come l'ingegneria, l'urbanistica, lo studio dell'illuminazione e il design, tra
le altre.
Quindi, proprio per la sua
complessità, il campo dell'architettura ha incluso il design, non solo
industriale ma anche di oggetti e grafico.
Casa Bahia Azul
gdl La Facoltà di Design dell'Università Finis Terrae parteciperà
all’evento Attraverso la luce del tempo in occasione della Bologna Design Week.
Quanto è importante questa partecipazione per l’istituto universitario cileno?
FP È una grande opportunità per
noi poter mostrare in Italia, alla Bologna Design Week, il pensiero, la
metodologia, i mezzi e i risultati che oggi si ottengono nel Design cileno. In
particolare per quel che riguarda la Facoltà di Design della UFT.
Sarà interessante ricevere commenti
critici nel Paese che è la culla del design.
In ogni caso crediamo di aver
qualcosa da dire anche noi.
gdl Quali contenuti e messaggi intende portare l’Università Finis
Terrae a Bologna? Ci puoi dare qualche anticipazione sulla partecipazione
all’evento?
FP In realtà preferirei
aspettare le reazioni e avere la possibilità di fare un'analisi critica e
comparativa direttamente durante la Bologna Design Week.
gdl Grazie
Francisca, ci vedremo presto a Bologna allora…