Da sempre Venezia è una città di
intrecci di popoli e culture, luogo di relazioni ed incontri tra il reale ed il
magico. E’ in questa cornice unica al mondo,
che tempo fa ho conosciuto una coppia di architetti Mauro Cazzaro e Antonella
Maione i quali nella città lagunare hanno fondato Kanz Architetti, uno studio di
progettazione basato sull'idea che la relazione naturale tra architettura,
interni e prodotto sia lo spunto per la creazione dell'artificio insito nel
progetto.
Kanz è il punto di incontro
di esperienze professionali diverse e complementari, unite dalla voglia e
necessità di lavorare liberi, con passione e divertimento: in pratica una
scommessa.
I loro prodotti di design
sembrano essere sospesi tra sperimentazione, artigianato e produzione
industriale. Allo stesso tempo gli oggetti e le opere danno la sensazione di
una amalgama armoniosa di questi elementi tra loro complementari.
Da un po’ di tempo con Mauro e
Antonella si è creato un costante e continuo confronto sui temi dell’architettura
e del design, ma è solo durante un tardo pomeriggio veneziano tra calli
e ponti, che è nata l’idea di questa conversazione.
gdl Vi va se invece di parlare
subito di voi partiamo da una piccola riflessione sul design? A volte
percepisco questa disciplina non solo come un gesto artistico, ma il risultato
di una intera filiera che passa attraverso formazione e sperimentazione,
materiali e produzione, comunicazione e marketing. Quale è l’importanza di
questa miscela per l’ottenimento di un risultato di qualità per un oggetto e un
progetto di design?
KANZ
Tutte le fasi che hai citato sono ugualmente importanti, hai centrato il
problema. Per poter sperimentare è necessario conoscere le regole, quindi la
formazione e una profonda conoscenza dei materiali e della produzione,
acquisibili solo lavorando a stretto contatto con chi realizza l’oggetto,
rendono possibile il superamento delle regole. Per non parlare della
comunicazione che soprattutto oggi costituisce una materia imprescindibile e richiede
addirittura un impegno superiore alla progettazione stessa. Inoltre teniamo a
precisare che il nostro concetto di design ha poco a che fare con il gesto
artistico perché crediamo che il vero scopo del progettista sia quello di
creare oggetti usabili, meglio se innovativi, più che pezzi unici.
gdl Nel tempo vi è capitato di
collaborare con l’università, il vostro è pertanto un osservatorio privilegiato
sul design emergente. C’è un continuo confronto tra grandi maestri del design e
giovani designer. Quale è il ruolo di ognuno in questo ampio settore e come le
due fazioni, per così dire, dialogano tra loro?
KANZ Il rapporto tra i grandi
maestri del passato e i giovani futuri designers è ottimo, gli studenti amano e
rispettano i grandi nomi, sono il loro principale punto di riferimento. Il
problema semmai è il rapporto con i maestri contemporanei di cui troppo poco si
parla all’università e la cui conoscenza è demandata quasi esclusivamente alla
curiosità personale. Il che è un peccato per la formazione del gusto e della
mano dei progettisti che spesso si affacciano al mondo professionale non
conoscendolo.
![]() | |||
SANSO . 2015
tappeto in fibra ritorta di viscosa vegetale e lana
disegnato per HANDS ON DESIGN e prodotto da ARTEXA
|
gdl KANZ tra architettura e
design. Come vivono in simbiosi queste due discipline nel vostro lavoro?
KANZ Siamo convinti che l'attività del
progettista sia alla base della costruzione di qualsiasi oggetto complesso, sia
esso un edificio o un prodotto, sia esso materiale o soltanto concettuale. Nel
nostro lavoro in realtà le due discipline (architettura e design) non convivono
in simbiosi, ma cerchiamo di affrontare tematiche a scala molto diversa con lo
stesso approccio sperimentale e con la stessa attenzione al dettaglio e alla
potenzialità di tecniche di lavorazione e materiali.
![]() |
TAKE . 2013
caraffe e bicchieri in vetro borosilicato lavorato a mano
photo credits Anna Mainenti ph
|
gdl Come nasce, cresce e vive un vostro progetto?
KANZ Se parliamo di prodotto,
nasce in modo sempre diverso, a volte per caso, a volte osservando il mondo,
altre volte ancora su commissione. Cresce e si sviluppa con il dialogo fra noi
in primis, ma poi è fondamentale il confronto con gli attori del processo di
produzione. Se sopravvive è già un successo.
![]() | |
VOLTAFACCIA . 2014
tagliere in essenza di kotò e lamina di lavagna
photo credits Gianmarco Ciucciovè
|
gdl E’ facile legare la città
di Venezia al mondo dell’architettura. Se non bastasse l’architettura diffusa
nell’intera città, con architetture maggiori e minori, tra palazzi e monumenti,
vi è la presenza di uno dei maggiori istituti di Architettura al mondo, lo
IUAV. In questo contesto come si inserisce il vostro studio inteso come spazio
fisico, lo SPAZIO KANZ?
KANZ Il nostro studio non è solo
un luogo di lavoro ma uno spazio pensato per stimolare la creatività ed
accogliere la sperimentazione. Lo abbiamo scelto anche per le sue
caratteristiche dimensionali, per la luce e la suggestione materica delle
grandi superfici murarie, perché cercavamo un luogo che fosse adatto anche per
esporre e ospitare. Il nostro studio è
la naturale prosecuzione del nostro principio ispiratore, un posto dove si
incontrano le idee e le persone, un luogo in cui immaginare liberamente spazi,
oggetti e nuovi progetti da intraprendere.
![]() |
SPLASH . 2015
centrotavola in murrina (vetro di Murano - Venezia)
disegnato per Ercole Moretti
photo credits Mauro Cazzaro
|
gdl Cosa dobbiamo aspettarci da KANZ architetti e dallo SPAZIO KANZ? Qualche anticipazione sul vostro futuro?
KANZ Il nostro progetto più
prossimo è quello di riproporre per la seconda volta l’esperienza di Ve.nice
Stuff, un’esposizione
di oggetti di design indipendente che ospiteremo nel nostro studio a dicembre.
L’idea è quella di riunire progettisti,
grafici e artigiani che vivono, lavorano oppure semplicemente gravitano intorno
a Venezia, tutti accomunati dalla voglia di creare prodotti virtuosi conservando
un’autonomia progettuale, come alternativa all’offerta sempre più ampia di
souvenir senza qualità che negli ultimi anni ha pesantemente invaso la città. Vorremmo
comunicare una Venezia reale, dove
accadono delle cose, dove la gente lavora e soprattutto una città che è ancora
capace di suggestionare ed ispirare.
Nessun commento:
Posta un commento