giovedì 21 giugno 2018

Progetto e diario per la ristrutturazione della Chiesa della Missione Cattolica di Séré - Diocesi di Pala - Repubblica del Ciad

Sono passati quasi due anni (luglio 2016) da quando un caro amico sacerdote, don Mauro Polo, rientrato in Italia dopo il suo primo periodo in Missione nella Repubblica del Ciad mi ha chiamato e mi ha detto di aver bisogno del mio aiuto.
Considerandolo praticamente un fratello, ho subito risposto "quello che posso Mauro..." senza nemmeno sapere di cosa si trattasse.
Di li a poco mi avrebbe chiesto di poterlo aiutare nella progettazione per la ristrutturazione della Chiesa della  Missione Cattolica di Séré - Diocesi di Pala dove svolge il suo servizio.
E così scoprii di aver intrapreso senza volerlo un'avventura per me completamente nuova e certamente stimolante sia dal punto di vista umano che professionale.

I primi incontri sono serviti a conoscere la struttura della Chiesa esistente e le modalità di utilizzo oltre a scoprire le necessità della ristrutturazione che don Mauro aveva in mente per la comunità. 

 

 

Alcune immagini della Chiesa 
della Missione Cattolica di Séré - Diocesi di Pala


Da questi primi momenti sono scaturite una serie di riflessioni ed analisi che poi sarebbero diventate i criteri per la progettazione successiva.
Accoglienza, identità, comunità e partecipazione sono divenute ben presto le parole chiave che hanno guidato le scelte ed il percorso progettuale.




Alcune immagini delle fasi di progettazione preliminare


Fin dai primi momenti è emersa l'esigenza di coinvolgere la popolazione anche nelle fasi progettuali, per renderla partecipe del cambiamento e far divenire famigliare il luogo, la nuova Chiesa. Lo scopo era quello di far diventare questo luogo quasi un'appendice della loro casa, un luogo per e della famiglia al fine di offrire alla nuova Chiesa una visione comunitaria ed allo stesso tempo identitaria.

Per raggiungere questi obbiettivi abbiamo convenuto con don Mauro che, seppur tecnicamente sarebbe stato più semplice demolire e ricostruire, non avremmo dovuto cancellare completamente la vecchia Chiesa ma avremmo dovuto necessariamente lasciarne quantomeno una traccia. Nella progettazione la vecchia struttura infatti, seppur alleggerita dalla copertura e svuotata in alcuni tamponamenti, è divenuta punto centrale della nuova Chiesa, mantenendo la zona dell'altare e la centralità delle celebrazioni.

Abbiamo inoltre pensato di inserire una tipologia costruttiva tipica della loro tradizione, quella delle capanne locali, in quella che poi sarebbe divenuta un'Area Sacra anziché una Chiesa classica della nostra tradizione: uno spazio dedicato all'incontro e alla preghiera. Uno spazio la cui forma, seppur stilizzata, vuole ricordare la stretta di un abbraccio quale simbolo e momento di accoglienza e condivisione.
Lo spazio aperto, le grandi aperture, le strutture semplici e leggere offrono nell'insieme un senso di condivisione, accoglienza e libertà, un luogo in cui tutti sono liberi di entrare e partecipare.
La luce che entra e si diffonde nello spazio svolge un ruolo fondamentale sia dal punto di vista simbolico cristiano e religioso sia da dal punto di vista impiantistico non essendoci la presenza di corrente elettrica e dovendo sfruttare al massimo la luce naturale. Trattandosi di un'Area Sacra aperta, la copertura in struttura leggera ha il compito di riparare i fedeli dal sole e dalle intemperie.
Queste considerazioni hanno guidato la progettazione fino a delineare due differenti soluzioni, moderne nella concezione ma semplici nelle linee e nelle forme, anche in virtù delle successive difficoltà di reperimento di materiali e di esecuzione e realizzazione in terra africana.



Le due soluzioni progettuali


Negli ultimi giorni di agosto 2016 ho ricevuto un messaggio da don Mauro "Sappi che al vescovo di Treviso sono piaciuti i tuoi progetti".
Qualche giorno dopo don Mauro sarebbe ripartito per la Repubblica del Ciad e per la sua missione, con la speranza di entrambi di veder presto realizzata la nuova Chiesa ma allo stesso tempo la consapevolezza della necessità di coinvolgere la comunità e di confrontarsi con i tecnici incaricati da varie organizzazioni in loco.

Da quel momento viste le limitate possibilità di comunicazione vi è stato uno scambio di messaggi tra me e don Mauro, che ho raccolto e che ha creato un vero e proprio diario di cantiere di ristrutturazione della Chiesa nella Missione Cattolica di Séré - Diocesi di Pala nella Repubblica del Ciad. Come era possibile immaginare i tempi si sono allungati per una serie di motivi tecnici e non, ma alla fine il cantiere ha preso il via. Di seguito vi riporto alcuni passaggi delle fasi principali della ristrutturazione.


07/12/2016
GDL: Con la Chiesa? Si procede???                        
dMP: Purtroppo tutto fermo, se ne parlerà a ottobre dell`anno prossimo. Purtroppo come immaginavo i nostri amici sono più sul classico.

13/02/2017
dMP: Ciao, volevo scriverti, dovrebbe riprendere il tuo progetto, solo con qualche lieve modifica.

23/02/2017
dMP: Ciao, oggi è il giorno della scelta, se i responsabili di comunità danno l`ok la prossima settimana iniziamo i lavori della Chiesa.

21/03/2017
dMP: Ciao Giorgio, in questi giorni faranno la gettata di cemento del pavimento della casa e gettano le fondazioni della Chiesa.
Alla fine abbiamo leggermente modificato il tuo disegno della Chiesa alzando il muro. Appena cominceranno a costruire ti manderò delle foto. Comunque è un miracolo che la vecchia Chiesa sia rimasta in piedi. Come avevi giustamente segnalato tu non aveva fondazioni e non aveva pilastri e travi di cemento, solo mattoni su mattoni.

31/03/2017
dMP:  Io qui bene, i lavori della casa sono a buon punto. Per Pasqua spero di salutare i muratori e avere in giro solo gli uomini delle finiture (tintura ed elettricista).
Per quel che riguarda la Chiesa stanno continuando a sistemare le fondamenta. La guardavo tracciata per terra, e a dire la verità, pur essendo lunga trenta metri e larga ventitre nel suo punto massimo e otto nel punto minimo, pur essendo due volte e mezza quella di prima, mi sembra piccolina.
GDL: Bene per i lavori della casa, finalmente tornerai ad avere un po' di tranquillità, immagino! Saluta anche a me i muratori!!
Per la Chiesa beh non è immensa rispetto ai nostri standard ma la stai già raddoppiando rispetto alla vecchia. Ricorda che tracciata per terra da sempre una impressione differente da quella che poi è la realtà! Quanto hanno cambiato il progetto i tecnici del Ciad??
dMP: Vuol dire che tracciata per terra sembra più piccola? Diciamo che la pianta è quella che hai pensato tu, le fondamenta sono quelle del tuo disegno, poi saranno montati i muri fino in alto.
GDL: A terra la percezione è sempre diversa, non sono mai chiare le dimensioni, a volte più grande, a volte più piccola. Solo quando c'è la tridimensionalità si inizia a percepire.

07/04/2017
dMP: Cavoli, avevi ragione. Ora che la fondazione è tutta ben fatta si capisce un po' meglio la dimensione e non è piccola. Lunedi dovrebbero cominciare a montare i muri.

19/04/2017
Don Mauro Polo:   Non sono foto di gran qualità ma è giusto per darti un`idea.







12/05/2017
GDL: Inizi a vederci chiaro?
dMP: Diciamo che si vede la forma. Alla fine non è esattamente come l`avevo immaginata ma devo dire che la trovo carina.
dMP: Tu cosa ne pensi? Anche se vista solo in foto? 
GDL: Mi sembra abbastanza vicina al progetto iniziale anche se qualcosa è stato semplificato rispetto al progetto.
dMP: Si, su alcune cose è difficile capirsi e soprattutto alcune soluzioni qui si fatica a realizzarle.
GDL: I muretti così alti potrebbero dare un po' senso di chiusura ma con quelle lavorazioni possono risultare simpatici, oltre che proteggere dalla luce e dal caldo.


 







20/06/2017
dMP: Ecco la Chiesa finita! Oggi abbiamo posizionato la croce e abbiamo finito i lavori.. ringraziamo il Signore!


Tra l'altro è avvenuta una cosa simpatica: per attaccare la croce, essendo grande e pesante, abbiamo chiesto aiuto alla gente. Risultato? Si sono presentate una trentina di persone tra le quali anche alcune "distanti" dalla comunità che, forse mossi dalla curiosità, sono venuti a dare una mano. Che mondo meraviglioso!
Devo dire che, nonostante alcuni difetti ed errori, a me piace e piace alla gente. Speriamo ci aiuti a pregare. La prossima settimana farò altre foto e te le manderò. Buona notte.










A distanza di circa un anno dalla conclusione del cantiere di ristrutturazione della Chiesa della Missione Cattolica di Séré - Diocesi di Pala nella Repubblica del Ciad ho voluto raccontarvi la mia avventura e il mio impegno in questo progetto. Una storia bella, almeno per me, per don Mauro e per la sua comunità. Ringrazio don Mauro che mi ha dato la possibilità di mettere a frutto le mie competenze per una buona causa. La speranza è che il risultato non sia posi così male.

giorgio de luca

lunedì 22 gennaio 2018

Riprendiamo... Iniziamo il 2018 con Patrizia Di Costanzo

Buongiorno a tutti, da un pochino non ci si sente... 

Ho sempre sostenuto di vivere sospeso tra tecnica e creatività.
In questo periodo il lavoro e alcuni altri impegni mi stanno portando a concentrarmi di più sugli aspetti tecnici.
E così i molti impegni lavorativi e privati hanno tolto energie e tempo a questo blog, non certo la voglia di guardare e cercare le cose belle dell'architettura, del design, delle arti in genere.

Ma rieccomi qui, con l'intento di tornare a parlare e a raccontare su questo blog.

Lo faccio innanzitutto augurando a tutti voi un Felice e Creativo 2018.



In secondo luogo, approfitto per ringraziare pubblicamente, seppur con un notevole ritardo, Patrizia Di Costanzo che ad ottobre 2017 mi ha inviato il suo volume Lo sguardo delle cose, che finalmente è arrivato sul mio comodino per essere letto. 



Vi lascio il testo con cui Patrizia mi ha presentato il suo libro qualche mese fa...

Ciao Giorgio, colgo l’occasione per darti qualche informazione in più ...Ho voluto mettere assieme i momenti di un percorso, professionale…! Mi sono spaventata quando mi sono resa conto degli anni passati, mi sembra davvero 'l'altro ieri', ma ti assicuro non ho perso minimamente, quello spirito di ricerca e curiosità che mi ha portato (inizio della mia storia) ad affrontare anche mondi lavorativi, inizialmente sconosciuti, ma desiderati, immaginati, voluti.
Un libro, e’ un momento di riflessione e di ‘messa a punto’ con sé stessi per chi ha dedicato parte di una vita, con passione e dedizione, ad un tema.
Dietro la ricerca del bello, (come elemento educativo, di accrescimento, di conoscenza e scome prima lettura, del mio ‘Lo sguardo delle cose’… c’è una seconda lettura: anche le cose hanno uno sguardo a volte più acuto del nostro. Le cose non solo ci restituiscono appieno l’attenzione, toccando le corde profonde della sensibilità, ma anzi arrivano a suggerirci percorsi idonei fino all’architettura, al design, al progetto. 
Il progetto! 
Questo è il vero obiettivo delle mie ricerche. 
Sicuramente chi non mi segue nei miei ‘racconti’ giornalieri, non lo riesce a cogliere immediatamente nelle foto singolarmente postate su fb, ma che forse è più leggibile, (lo spero) nei montaggi di foto contenuti nel libro. 
Esattamente come il lavoro di molti che lavorano nel mondo della creatività e che ci restituiscono, attraverso il loro lavoro, la diffusione della cultura del progetto.
Ti ringrazio dell'attenzione

Arrivederci a presto, magari proprio per approfondire con Patrizia questo suo interessantissimo percorso...
gdl

venerdì 29 settembre 2017

Pillole dei primi giorni di Bologna Design Week

Momenti e situazioni in pillole fotografiche,
per raccontare i primi giorni della Bologna Design Week.

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 ... ex atelier Corradi ora Cavallo Spose ...

... il design a Palazzo Isolani ...



 ... le torri ...

... Dino Gavina a Palazzo Pepoli Campogrande ...
  

... Gavina e Carlo Scarpa ...

... BDW at Cersaie ...
 


  

... to be continued ...


Ci incontriamo tra i portici e le strade bolognesi in questi ultimi giorni della Bologna Design Week.

ulteriori informazioni

mercoledì 20 settembre 2017

Scatto Libero - Dino Gavina - 10 | Bologna Design Week

In occasione della terza edizione della Bologna Design Week, apre oggi un evento particolarmente atteso in quanto dedicato a Dino Gavina, creativo amato dal pubblico del capoluogo bolognese ma non solo.

 Scatto Libero 
 Dino Gavina   
10



L’esposizione segue dieci punti tematici rappresentativi del percorso imprenditoriale e creativo di Dino Gavina, tra i più significativi imprenditori italiani del design del Novecento, con un indiretto riferimento al decennale della sua scomparsa.
Dieci pezzi, dieci autori, dieci racconti, espressi anche grazie ai materiali grafici dell’epoca, ed allestiti in modo da rendere ancora più evidenti i criteri costruttivi, la natura dei materiali, le soluzioni progettuali di dettaglio ed anche le inedite modalità di commercializzazione dei prodotti.
La mostra è rivolta in particolare ai giovani, per rafforzare una visione disincantata e positiva verso un approccio al fare che sappia coniugare manualità, libertà di azione e capacità di riflessione, senza mai smarrire la curiosità e la voglia di comprendere il mondo intorno.
In programma visite guidate con i curatori e un itinerario sonoro dedicato.


Palazzo Pepoli Campogrande
Sede distaccata della Pinacoteca Nazionale
20 settembre 1 ottobre 2017

8.30/19.30 - lunedì chiuso

Mercoledì 20 settembre
Ore 18.00/21.30 inaugurazione
Ore 18.30 Itinerario musicale / La musica nello spazio
Almanach Eines Wanderers / Almanacco di un viandante
Franz Schubert, John Cage, Luigi Nono
Intervento musicale multimedia da un’idea di Alberto Caprioli
Alla guida dell’ensemble nuove musiche del Conservatorio di musica G.B. Martini di Bologna
Ore 19.30 replica
A seguire set suoni a cura di Camere Sonore

Sabato 23 settembre
Giornate europee del patrimonio
Apertura straordinaria fino alle 22.30
Ore 18.00 visita con i curatori
Ore 21.00 visita con i curatori

Domenica 24 settembre
Giornate europee del patrimonio
Ore 11.00 visita con i curatori
Ore 18.00 visita con i curatori

Mercoledì 27 settembre
BDW design night
Apertura straordinaria fino alle 22.30

Dino Gavina



Vari sono i motivi per segnalare questo evento che si annuncia unico e straordinario. 
Tra questi quello che più sento è il fatto che la mostra è a cura dell'amico Daniele Vincenzi e Elena Brigi, entrambi architetti e da sempre attenti alla conservazione e divulgazione architetture, archivi, storie e materiali che diversamente andrebbero persi. La loro passione traspare ad ogni evento da loro realizzato, come ad esempio l'Esposizione omaggio a Ultramobile e Dino Gavina, dello scorso anno.


Se questo non bastasse anche gli amanti dell'architetto Carlo Scarpa troveranno pane per i loro denti durante questa esposizione. In particolare la sera 20 settembre durante l'Itinerario musicale vi sarà la proiezione continua di musica e architettura - Luigi Nono e Carlo Scarpa.
LUIGI NONO, A CARLO SCARPA, AI SUOI INFINITI POSSIBILI, per orchestra a microintervalli (1984) diagrammi e grafici di analisi musicale e architettonica della composizione, a cura di Alberto Caprioli.

Direi che non ci sono più dubbi, passare a questa esposizione in occasione della Bologna Design Week è d'obbligo!!!
Arrivederci a Bologna...

domenica 17 settembre 2017

Archinatura, la fotografia tra architettura e natura in occasione della Bologna Design Week

Si avvicina l'inizio della terza edizione della Bologna Design Week, la manifestazione dedicata alla cultura del design ed alla valorizzazione del territorio.
Molti gli eventi di questa edizione che potete trovare nel programma completo della manifestazione.

Personalmente, come per le scorse edizioni, avrò il piacere di vedere e vivere da vicino questo evento che animerà il centro storico di Bologna in concomitanza del Cersaie., questa volta presso la sede del Fotostudio L+M di Michele Levis in via Via F.lli Rosselli 8c a Bologna

E' qui infatti che sarà ospitata l'esposizione Archinatura Una mostra di immagini dei fotografi Michele Levis e Eric Mankacen.
Un percorso attraverso l’intreccio tra natura e intervento architettonico nella creazione del paesaggio.

Fotografia di Michele Levis

Il progetto, curato da Fotostudio L+ M e allestito dall’Architetta Lorena Zúñiga Aguilera, coinvolge due fotografi, Michele Levis (Italia) e Eric Mankacen (Cile).

Michele Levis
Nato a Venezia, vive e lavora a Bologna.
E’ entrato nel mondo della fotografia come autodidatta, per poi perfezionarsi attraverso corsi, workshop ed incontri con maestri della fotografia.
Le sue immagini, che incoraggiano la riflessione, possono sempre essere interpretate in modi diversi.
Le sue fotografie si trovano in numerose riviste, pubblicazioni, collezioni pubbliche e private.
Si occupa di fotografia d’architettura e di reportage urbano, oltre a realizzare progetti fotografici artistici.
Ha esposto i suoi lavori in numerose località italiane tra cui Milano, Venezia, Trieste, Bologna ed internazionali (Croazia e Cile).

ArchiNatura
Come possono dialogare gli elementi architettonici con la natura che li accoglie? Tra le molteplici possibili risposte, Michele Levis analizza qui due diverse modalità di contatto. Le linee sinuose del progetto di Zaha Adid per il Museo della Montagna di Plan de Corones si fondono, senza perdere la propria cifra stilistica, nel paesaggio circostante, riprendendo le forme e i colori nell’uso dei materiali e riflettendo i panorami attraverso le grandi vetrate a specchio.
Le creazioni di Werner Tscholl, in particolare l’osservatorio Telescope e il museo del Passo Rombo, sembrano invece “appoggiate” in luoghi impervi. Il dialogo qui non è nelle forme né nei materiali, ma nella funzione. La forma stessa delle strutture, simile a quella dei grandi telescopi, obbliga a guardare il paesaggio da un mirino attraverso il quale la potenza della natura ci mette al centro della scena. Anziché osservatori diventiamo noi il punto da osservare.

Eric ManKacen
A 14 anni ha scattato la sua prima foto analogica. Non l’ha mai sviluppata e, fino ad oggi, gli è rimasta la curiosità di vedere il risultato.
Solo a distanza di anni, appassionandosi al cinema d’autore, ha intrapreso un percorso di ricerca interiore e ha deciso di dedicarsi alla fotografia.
Con dieci anni d’esperienza amatoriale e una carriera di professore di matematica ha capito che quella era la sua strada e ha dedicato un anno ad affinare lo sguardo. Si dice che le opportunità vadano colte al volo ed Erik lo ha fatto.

ArchiNatura
Cucao è una località rurale del sud del Cile situata a ovest dell’isola di Chiloé, nella regione dei laghi. Sorge all’estremo ovest del lago Cucao in una lingua di terra di fronte all’Oceano Pacifico.
Si dice sia la spiaggia di più difficile accesso di tutta la costa cilena. Si può entrare solo con la bassa marea.
La sua bellezza sta proprio nel suo isolamento. La sabbia, lambita da un mare spettacolare, registra ogni minimo passaggio umano o animale.
E’ tra i profili e le ombre di queste dune isolate, in un pomeriggio assolato, che Eric, in continua ricerca di nuovi segni grafici, ha incontrato queste immagini.


Luogo 
Fotostudio L+M di Michele Levis Via F.lli Rosselli 8c. Bologna . Italy

Data
26 – 30 settembre 2017
Opening: Martedì 26 settembre 2017, ore 18.00
Orari: dalle 17.00 alle 21.00 - Mercoledì 27 fino alla mezzanotte

Info e contatti
Mail info@fotostudiolevis.com
Facebook Fotostudio L+M di Michele Levis www.facebook.com/fotostudiolm/ 
Hashtag ufficiali #bolognadesignweek #Archinatura #FotostudioLM

Team di progetto
Progetto e organizzazione Fotostudio L+M di Michele Levis
Fotografie Michele Levis - Eric Mankacen
Allestimento Lorena Zúñiga Aguilera architetto
Comunicazione Giorgio De Luca

Potete seguire l’evoluzione del progetto attraverso l’apposito evento Facebook raggiungibile al seguente link.
Potete inoltre trovare approfondimenti e informazioni riguardanti la manifestazione sul sito ufficiale della Bologna Design Week - www.bolognadesignweek.com.



E' un grande piacere poter collaborare ancora una volta insieme ad altri amici e professionisti ad un evento fotografico di grande spessore, in un team di progetto davvero unico ed affiatato dal punto di vista umano e professionale.

A questo punto non ci resta che darci appuntamento a Bologna. A presto!

martedì 1 agosto 2017

Ciao Giuseppe, custode e guida espertissima di una delle più belle architetture mai realizzate: la Tomba Brion del maestro Carlo Scarpa.

Nella notte tra sabato e domenica ad Altivole (TV) si è spento all'età di 86 anni Giuseppe Marcolin, un nome ai più sconosciuto. Ma se aggiungiamo che Giuseppe è stato per oltre un ventennio custode e guida espertissima di una delle più belle architetture mai realizzate, la Tomba Brion del maestro Carlo Scarpa, saranno moltissimi gli appassionati di architettura e visitatori del luogo che lo ricorderanno con stima, simpatia ed affetto essendo stato un volto notissimo ai tanti che avevano ammirato la bellezza della tomba monumentale.

Tomba Brion . foto di giorgio de luca 2016

Nel tempo ha accompagnato con i suoi modi sempre gentili e disponibili personaggi di tutti i tipi in visita alla Tomba Brion, spiegandone per filo e per segno, spesso in dialetto, dettagli, particolari e curiosità. Tra i tantissimi ha Giuseppe ha fatto da cicerone al filosofo Massimo Cacciari, a Francois Mitterand (l’ex presidente di Francia) e, persino, al critico d’arte Vittorio Sgarbi, innamoratissimo, come Giuseppe, dell’opera di Scarpa

Giuseppe era nipote e figlioccio dell’industriale Brion, patron della Brionvega. Dopo la morte dell’imprenditore aveva collaborato con Carlo Scarpa, diventando poi custode del monumento, oltre che testimonianza vivente della poetica che aveva portato il famoso architetto al compimento dell’opera.

Ciao Giuseppe