Antonio Di Palma negli anni ottanta era considerato uno dei giovani più promettenti delle nuove avanguardie artistiche italiane.
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un giovanissimo Antonio Di Palma |
Biografia di Antonio Di Palma
Nasce a William Lake (Canada) nel 1963.
Studia a Firenze, in seguito sperimenta tecniche scultoree indisciplinate difficilmente da distinguere tra scultura vera e propria ed altre forme ad essa assimilabili (installazioni, ready made, interventi sul territorio, ecc.).
La sua pittura è informale con il rifiuto di qualsiasi forma figurativa o astratta. La sua sperimentazione si ispira a grandi della tradizione pittorica come Masson, Duchamp, Kandinskij, Mondrian e Albers. Artista dal virtuosismo tecnico, fino al 1980 si divide tra l’Italia (Firenze) e il Canada.
Studia la scultura primitiva policroma creando opere che si esauriscono in poche linee essenziali, applicando colori in pasta entro incassature della pietra e cercando di valersi del cromatismo architettonico (ottenuto con rivestimenti in lastre di pietra, mattoni o intonachi colorati e sottolineato dall'impiego dei metalli) per far risaltare la plastica architettonica. Non mancano inoltre tentativi di sfruttare il valore costruttivo del colore per accentuare o attenuare con toni d'intensità digradante le masse e i ritmi.
Esordisce con una prima mostra a Firenze, alla Galleria Vivita nel 1985, con una presentazione di Achille Bonito Oliva.
Molti altri critici d’arte, artisti e curatori recensiscono con attenzione la sua opera, fra i quali lo storico Renato Barilli, Giuseppe Chiari, Sergio Risaliti.
Il 1989 ha segnato una svolta molto importante per l’attività di Antonio Di Palma. Presentato dal critico Enrico Pedrini e vincitore di un concorso internazionale per giovani scultori promosso da Antonio Presti.
Successivamente lasciò per scelta e dissenso gli ambienti delle gallerie e delle Biennali, ritirarandosi in montagna a Barbiana, un piccolo borgo nella provincia fiorentina. Qui Antonio Di Palma continua a sperimentare e lavorare in modo indipendente.
Nel 2011 torna ad esporre, dopo un lungo periodo in cui si ritira a vita privata senza mai smettere di progettare e creare, nella collettiva “Dialoghi con l’antico” a Villa Adriana, Roma.
Nel 2014 e nel 2015 nuove esposizioni con alcune opere dedicate a Don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana che visse e compì la sua opera pastorale proprio nei luoghi dove Antonio Di Palma vive e lavora.
Oggi voglio dedicarmi in particolare ad una sua opera del 1990, Energia Mediterranea.
L'opera è stata realizzata all'interno della Fiumara d'Arte, parco artistico pensato ed ideato da Antonio Presti che ha costituito attorno alla Fiumara di Tusa un nuovo ed eccezionale comprensorio artistico, culturale e paesistico di rilievo internazionale.
Un'onda blu che idealmente lega la montagna al mare, un guizzo di energia in mezzo alla natura selvaggia. L’opera che si esaurisce in poche linee essenziali e si inserisce nella natura contemplandola, è un manto azzurro che sale e poi scende dolcemente, e che nella sua essenzialità sembra un movimento vibrante per uno schizzo di luce cosmica. La scultura non è monumentale nel senso della verticalità, ha piuttosto un rapporto orizzontale e sinuoso di contatto con la natura: una grande onda di cemento blu come gonfiata dal vento, un segno d'acqua solidificato sulla montagna, come quell'orizzonte di mare che si vede in lontananza e la sua materializzazione fisica sul posto che sospende ogni domanda nell'incantamento.
tratto dal sito www.ateliersulmare.com
Si tratta di una scultura monumentale, date le dimensioni (lunga 20 metri e alta 5), che si fonda con il paesaggio circostante in un tutt'uno cromatico ed emozionale.
La struttura sinuosa è realizzata in cemento armato e dipinta di blu, uno dei colori che più incontriamo nell'opera di Antonio Di Palma, colore che per esempio predomina nelle ultime opere dedicate a Don Lorenzo Milani.
La struttura sinuosa è realizzata in cemento armato e dipinta di blu, uno dei colori che più incontriamo nell'opera di Antonio Di Palma, colore che per esempio predomina nelle ultime opere dedicate a Don Lorenzo Milani.
Energia Mediterranea è un esempio concreto di come la scultura possa divenire installazione ed elemento architettonico e paesaggistico, divenendo con il passare del tempo, essa stessa paesaggio.