mercoledì 14 settembre 2016

Andrea Reggiani, la ceramica tra artigianato, design e arte.

Gironzolando nel cuore di Venezia, tra calli e ponti, non è difficile imbattersi in un luogo affascinante, un laboratorio di progettazione e produzione ceramica. E’ proprio a Campo Santa Margherita che nasce e vive Reggiani Ceramica.
Ho avuto il piacere di incontrare Andrea Reggiani, durante alcune esposizioni e finalmente c’è stata l’occasione di fermarci a chiacchierare. Romano d’origine, dopo essersi formato allo IUAV, avvia questa attività spinto da una forte passione, scegliendo proprio Venezia come luogo dove mettere le sue radici artistiche, creando relazioni e collaborazioni che rispecchiano una delle caratteristiche che rendono unica, se ancora ce ne fosse bisogno, la famosa città lagunare: l’incontro e la convivenza di molte culture.


gdl Andrea, la ceramica è diventata la tua passione ed il tuo lavoro… Da dove ha origine la scelta della ceramica?

AR Il primo contatto con la ceramica fu durante le scuole superiori. All'epoca frequentavo il Liceo Artistico Modigliani di Padova, tra le varie attività che davano libertà alla fantasia era presente un corso di figura e modellato dove, dal disegno, si poteva plasmare mediante l'argilla, dai piccoli bassorilievi alle figure a tuttotondo. Non fu però uno dei corsi in cui spiccavo per bravura ma fu più una “lenta tortura” fatta per la maggior parte di rotture e fallimenti. La sola modellazione figurativa e decorativa di statue, mezzi busti e particolari del David di Michelangelo, mi fece definitivamente odiare questa materia. Da li a poco ci fu la possibilità di partecipare ad un workshop presso alcuni laboratori di incisione. Fu una buona scusa per farmi dieci giorni ad Urbino presso La corte della Miniera. Una vecchia Miniera restaurata tra le colline marchigiane in piena primavera. Subito conobbi il mio futuro mentore, Roberto Aiudi, un giovane ceramista dalle  grandi capacità artistiche e didattiche. Lui faceva oggetti “utili”, cose da usare ogni giorno. Colori, pigmenti, forni incandescenti e tecniche antiche rendevano i suoi pezzi unici e pieni di forza, rispecchiavano lui, il suo carattere e la sua sensibilità. Rimasi folgorato, anzi cotto. Da questo iniziò la mia passione e l'amore per questa arte senza tempo.


gdl I tuoi prodotti si collocano a  metà tra oggetti artigianali e opere d’arte. Quale è la tua visione su questo aspetto? Ti senti più artigiano o artista?

AR Un oggetto o un opera “d'arte” sono per me l'equilibrio tra tecniche artigianali e capacità progettuali che si materializzano in qualcosa che non ci si stanca mai di guardare. Mi definisco un artigiano con buone capacità progettuali.


gdl La lavorazione della ceramica ha origini e sfrutta tecniche antiche. Quanto è importante la sperimentazione e la ricerca per abbinare a queste tecniche quel qualcosa in più che caratterizza i tuoi prodotti?

AR Spesso l'errore che sembra compromettere un lavoro non è altro che una nuova strada. Quello che all'inizio sembra un difetto diventa invece il punto di inizio per una nuova fase di ricerca e sperimentazione. E' cosi che molti dei miei lavori sono nati. E' fondamentale produrre ma lo è anche sperimentare, saper fare e saper sbagliare, una cosa che mi stimola e fa crescere non solo come artigiano.
gdl Rimanendo in tema di sperimentazione, hai dato vita ad un ambizioso ed interessantissimo progetto di stampa 3D applicato alla ceramica. Da dove nasce l’idea?
AR Il progetto nasce come sperimentazione del processo di stampa 3D applicata alla tradizione dei materiali ceramici. La macchina viene progettata e costruita artigianalmente nel mio laboratorio. I materiali e i processi si uniscono in una serie di test che esplorano i diversi gradi di interazione tra questi due mondi generando cosi una serie di forme non riproducibili con i classici strumenti e tecniche ceramiche.


gdl La tecnica della stampa 3D si va diffondendo sempre più. Come si armonizza questa tecnica moderna con un materiale e tecniche antiche?

AR La trasparenza della porcellana, il colore rosso della terracotta e le ruvide superfici del refrattario diventano velocemente oggetti e pezzi unici essendo il risultato di una serie di variabili matematiche/digitali e fisico/materiche. Le successive tecniche di cottura, finitura e colore sono le stesse che vengono usate da centinaia di anni nella tradizione ceramica.



gdl Quali sono i risultati che è possibile ottenere con la stampa 3D della ceramica e quali caratteristiche particolari ottengono i prodotti da te realizzati?

AR La Macchina/Robot che genera le forme lavora per sezioni/layer, i vari strati vengono depositati uno sull'altro. Questo permette di creare forme e sezioni molto complesse con spessori anche di due millimetri. La caratteristica principale che distingue questo tipo di processo è il grande numero di strati che compongono l'oggetto. Questa texture, che caratterizza il prodotto, non è mai identica, rendendo ogni oggetto unico grazie a delle piccole varianti della superficie. Quello che all'inizio sembra un difetto diventa invece il punto di inizio per una nuova fase di ricerca. Lo sguardo e le mani interagiscono con la macchina in movimento creando affascinanti errori non programmati. Nasce cosi l'interazione tra processo digitale e processo analogico.



gdl Quali sono gli sviluppi ed obbiettivi futuri di questo progetto che continua con grande successo?

AR L'errore è da sempre un mettersi in gioco e una nuova sfida. I nuovi progetti di stampa 3d sono legati alla trasparenza della porcellana e all’interazione con la luce  per illuminare gli ambienti della casa.



gdl Grazie mille Andrea, ci rivedremo presto ancora tra ponti e calli veneziane.





lunedì 12 settembre 2016

Un modo innovativo per riscoprire un vasto patrimonio artistico ed architettonico altrimenti non accessibile. La visita virtuale alla Chiesa di San Gottardo in Asolo grazie a Progetto ARK!

Durante la primavera 2016 vi ho raccontato la mia partecipazione e collaborazione professionale con il progetto ARK della Digisystem, progetto il cui intento è quello di fornire un supporto tecnologico dedicato ai settori della cultura, del turismo e della promozione del territorio.



Se ricordate abbiamo realizzato per il Museo Civico di Asolo ed in collaborazione con Arcangelo Piai fotografo, il tour fotografico della Chiesa di San Gottardo in Asolo.
All'interno del progetto mi sono occupato del coordinamento tecnico scientifico e della comunicazione.





Grazie alla tecnica della fotografia immersiva possiamo riscoprire e conoscere questo luogo affascinante e ricco di storia. Un modo innovativo per riscoprire un vasto patrimonio artistico ed architettonico altrimenti non accessibile.

venerdì 9 settembre 2016

Istantanee quasi live dell'inaugurazione della mostra dedicata a Le Corbusier alla Tipoteca Italiana


Le Corbusier. Sette Architetture
Mostra temporanea 8 - 17 settembre 2016 in Tipoteca Italiana
presso La Galleria del Museo 
Organizzazione Fondazione Architetti Treviso
Coordinamento Barbara Gracis e Gianfranco Pizzolato 
Curatore scientifico Prof. Paolo Faccio 
Università IUAV di Venezia



Pochi e veloci scatti rubati durante l'inaugurazione della mostra, 
ascoltando e dialogando sulle architetture di monsieur 
Le Corbusier, una tra le figure più influenti 
della Storia dell'architettura contemporanea.




mercoledì 7 settembre 2016

Il disegno industriale nella radio italiana

Una delle mie più grandi passioni da sempre è la musica. La radio mi affascina in tutti i suoi aspetti, dall’ascolto delle trasmissioni di ogni genere e lingua agli aspetti più tecnici del radiantismo, senza tralasciare la bellezza della radio quale oggetto di design.

Tra gli aspetti della storia della radio, quello riguardante il design richiederebbe molti approfondimenti e analisi, ad oggi solo parzialmente effettuati. Del resto l’Italia ha tradizioni importanti nel campo dell’arte e dell’estetica per trascurare il design degli apparecchi radio e, perché no, televisivi.

E’ stato un piacere scovare due pubblicazioni dedicate a questo tema ed edite dalla Sandit
Due pubblicazioni che rappresentano un punto di partenza per esaminare gli aspetti tecnici e storici che hanno caratterizzato le scelte e le soluzioni progettuali e di realizzazione di questo “elettrodomestico” che per tanti decenni ha costituito una compagnia insostituibile nonché un complemento d’arredo dei nostri ambienti.



La radio risponde alle diverse esigenze dei collezionisti di apparecchi da un lato, che cercano i soliti nomi e le rarità,  e dall’altro di coloro che, occasionalmente, cercano una radio per arredare ponendo attenzione alla forma, al colore, in definitiva al design


Nel tempo i migliori designer e architetti di tutto il mondo sono stati coinvolti dalle ditte e marche più famose e prestigiose, per progettare nuovi prodotti che rispondessero ai più moderni criteri del design industriale, facendo ottenere un vero e proprio valore aggiunto dell’apparecchio.


Alcuni tra i più famosi modelli di radio hanno rappresentato, e rappresentano ancora oggi, un vero e proprio “status symbol”, una vera icona del design Made in Italy.

Non è un caso che i migliori modelli della produzione italiana di radio, sono apprezzate in tutto il mondo ed esposte nei più prestigiosi musei ed esposizioni dedicate all’arte ed al design.


Brionvega radio TS 502 - 1964 
design di Marco Zanuso e Richard Sapper

mercoledì 31 agosto 2016

Bologna, tra portici e design... E la storia di una reunion...

Rieccomi qui dopo la pausa estiva, a raccontarvi la storia di una reunion...

Si sta concretizzando nuovamente l'incontro di più professionisti, tra momenti di confronto e scambi a livello intellettuale, professionale ed umano. 
Il team quasi al completo dell'esposizione Attraverso la luce del tempo, si è riunito per la realizzazione dell'esposizione Un percorso sul filo della creatività - Fashion & Design., esposizione che si terrà presso l'ex atelier Corradi, ora Cavallo Spose, a Bologna in occasione della seconda edizione della Bologna Design Week.


I tempi stringono ed i tanti preparativi proseguono tra idee, sorrisi e discussioni varie tra noi del team su tanti temi delle nostre professioni, dalla progettazione all’architettura, dal design alla comunicazione.

Ancora una volta sarà l’accogliente centro storico di Bologna, tra il rosso dei mattoni faccia a vista di portici, palazzi, torri e campanili ad accompagnare questa nuova avventura.



Nel centro storico bolognese e tra i portici
prenderà vita la Bologna Design Week


Continuate a seguire l'evoluzione del progetto sulla pagina Facebook Un percorso sul filo della creatività Fashion & Design.

martedì 2 agosto 2016

Marco Paci: A Bologna, 2 Agosto 1980

Certe cose sono impossibili da dimenticare, ma fortunatamente c'è chi sa tenerle vive con la bellezza!





E' quello che ha fatto Marco Paci attraverso questa sua immagine, semplice e pulita, dolorosamente tragica e allo stesso tempo ricca di speranza

Marco Paci: A Bologna, 2 Agosto 1980


lunedì 1 agosto 2016

Una riflessione sul rapporto tra committente e progettista, scomodiamo gli architetti Fuksas e Le Corbusier.

Oggi scomodiamo gli architetti Fuksas e Le Corbusier per una riflessione sul rapporto tra committente e progettista

Personalmente ritengo che il lavoro del progettista sia paragonabile a quello di un sarto, il quale deve realizzare un vestito per il proprio cliente. Le case, gli immobili, gli edifici sono proprio il vestito che il progettista deve realizzare per i propri committenti, stando attento a mille sfaccettature, a fare in modo che il vestito sia davvero adatto al proprio committente, sia di suo gradimento, gli stia bene addosso e che lui sia soddisfatto del risultato.
Sono molti gli aspetti da tenere in considerazione perché ne esca un ottimo vestito, un ottimo progetto.
Ma spesso mi chiedo, è davvero tutto frutto del progettista? Mi viene da dire che il risultato sia il frutto di un cammino fatto insieme, con continui scambi tra progettista (che certo può fare la differenza) e committente, con interscambi di informazioni, richieste, necessità, visioni da entrambe le parti.

Proprio su questo tema mi piace riportare di seguito una riflessione e dei documenti messi a disposizione dell'amico Carlo Mancosu, i quali rappresentano un'ottima testimonianza di quello che a mio avviso dovrebbe essere il rapporto tra progettista e committente.

Relativamente al progetto della Chiesa di Massimiliano Fuksas, contestata dal committente vista l'impossibilità di fruirne a causa del troppo freddo d'inverno o del troppo caldo l'estate, ho ritrovato 2 lettere scritte dal Reverendo Padre Couturier a Le Corbusier, in cui precisa quali dovranno essere gli elementi caratterizzanti del progetto del Convento de La Tourette. Oggi difficilmente i committenti guidano (consigliano) il progettista verso il rispetto delle esigenze imprescindibili dell'opera realizzata...





lunedì 25 luglio 2016

La genesi della forma secondo Franz Falanga


Da molto tempo l'amico e architetto Franz Falanga mi tedia (positivamente) con le sue argomentazioni...
Una di queste è la genesi della forma.

Varie sono le sue divagazioni ma oggi voglio raccontarvi il suo punto di partenza...

Di seguito trovate l’immagine di una particolare forma che fa parte della geometria euclidea: la spirale quadrata. 
Ma quale è la legge che ha generato quella immagine? 
Il tutto nasce dal punto, tra due punti si genera un linea.
Ora partendo da un qualsiasi quadrilatero se tracciamo delle linee lungo i lati ma in maniera non parallela, ma in modo che ogni linea si scosti sempre della stessa misura rispetto al perimetro, avremo la formazione di numerosi quadrilateri sempre più piccoli. Ma ciò che salterà agli occhi è che nei punti corrispondenti ai quattro spigoli dei rettangoli si è formata in realtà una spirale quadrata.


Con la stessa tecnica si potrà creare una spirale triangolare, partendo da un triangolo appunto.

Analogamente avviene anche per figure geometriche con più di quattro lati.

L’unione di queste due tipologie di spirale permette la formazioni di disegni quasi irreali, rispondenti invece ad una precisa regola geometrica.
 

E' sempre Franz a divertirsi ad inserire alcune forme generate da un cubo all'interno di una sua personalissima striscia a fumetti i cui protagonisti sono Sisine e Martemè....





Vedremo se prossimamente l'architetto Franz Falanga avrà ancora voglia di parlarci della genesi della forma...

sabato 9 luglio 2016

L'ARTE É UN MESTIERE fatto a regola d'arte (di Bruno Munari)

Nel 1950 compariva sulla rivista AZ arte d'oggi uno splendido scritto di Bruno Munari, al quale ha poi fatto seguito lo straordinario libro dello stesso Munari e con il medesimo titolo: ARTE COME MESTIERE.


fonte Archivio Mario Ballocco

In AZ arte d'oggi - anno II n. 1 - gennaio 1950, prima pagina; Milano 1950.

L'ARTE É UN MESTIERE fatto a regola d'arte
Quando ogni artista aveva la sua «bottega» come il fornaio o il sarto, l'Arte era in pieno sviluppo perché rispondeva alle esigenze degli uomini. Le esperienze artistiche si accumulavano nella bottega del maestro, ogni allievo imparava umilmente l'arte e poi, se era bravo, aggiungeva anche qualcosa di suo. Tutto ciò era il mestiere dell'Arte e il pubblico capiva e se ne serviva. Il macellaio ordinava la sua insegna a un pittore, la Chiesa ordinava le sue grandi pitture propagandistiche come oggi Pirelli ordina un manifesto per la gommapiuma. Ogni tanto nasceva una tecnica nuova: l'affresco, l'encausto, il mosaico, la vetrata ecc.
Oggi invece tutti dipingono e solo a olio, inventano un loro inesistente problema e ci ricamano sopra per anni e anni cercando invano un amatore. Nessuno si degna di essere allievo, tutti vogliono essere di colpo dei caposcuola. Queste eccessive specializzazioni portano a un frantumarsi dell'arte; chi dipinge solo con i colori chiarissimi, chi con le terre, chi usa solo i rossi, chi fa solo ritratti alle signore, chi fa solo ritratti alle signore in abito da sera. Chi ha il monopolio dei cavalli e chi quello delle bottiglie.
Il pubblico intanto, che ha bisogno della insegna per il suo negozio, va dal verniciatore e lo lascia fare.
Perché infatti si fanno tante mostre d'arte? Perché c'è una superproduzione di opere. Avete mai visto una mostra, in una galleria centrale con catalogo e fotografia delle opere di un fornaio?
Non è che oggi manchino le occasioni per un artista. Anche oggi il pubblico chiede qualcosa agli artisti ma questi non rispondono. Ebbene, io vorrei proporre agli artisti di tornare a fare il mestiere dell'Arte che oggi non è più, naturalmente, quello di una volta. Oggi il pubblico chiede un bel manifesto pubblicitario, una copertina di un libro, la decorazione di un negozio, i colori per la sua casa, la forma di un ferro da stiro o di una macchina per cucire. Il quadretto della mela con la bottiglia lo sa fare anche lui ormai, tanto semplificata è stata l'Arte. La pittura è diventata uno svago domenicale. Churchill viene a passare le vacanze sui laghi e dipinge come un salumiere.
Pensate quanto ci sarebbe da fare, quanti oggetti, quante cose aspettano l'intervento dell'artista. Uscite dallo studio e guardate anche le strade, quanti colori stonati, quante vetrine che potrebbero esser più belle, quante insegne di cattivo gusto, quante forme plastiche sbagliate. Perché non intervenire? Perché non contribuire a migliorare l'aspetto del mondo nel quale viviamo assieme al pubblico che non ci capisce e che non sa cosa farsene della nostra arte?
Pensate alle esposizioni dove noi stessi siamo espositori e pubblico, noi che ormai sappiamo tutto sulle mele e sulle bottiglie mentre davanti alla mostra passa un industriale che ha bisogno di una nuova forma per un suo oggetto.
Io credo che quando l'arte tornerà ad essere di nuovo mestiere, necessaria all'uomo come il pane del fornaio, allora potremo dire di aver ritrovato l'arte.

Bruno Munari

lunedì 4 luglio 2016

Rientro dalle vacanze con sorpresa... From San Francisco Dream of Venice Architecture

E rieccoci dopo una breve e rinfrescante pausa vacanziera, pronti a tornare a parlare di architettura, design e arte...

Una ripresa che porta con se una graditissima sorpresa!
Direttamente from San Francisco in California (!!WOW!!), è arrivato uno splendido omaggio... 

Apro il pacco per scoprire nell'elegante confezione, lo splendido volume Dream of Venice Architecture per Bella Figura Pubblications (bellafigurapublications.com). Un prezioso volume curato da JoAnn Locktov ed impreziosito dalle suggestive ed emozionanti immagini dell'amico Riccardo De Cal.



Consiglio a tutti di acquistarlo, prenderlo tra le mani e di sfogliarlo. E' una visione sublime delle architetture veneziane.




Grazie / Thanks
JoAnn