venerdì 3 giugno 2016

Eleganza e bellezza al Museo Gipsoteca di Possagno: il binomio Canova e Scarpa

Il 2 giugno 1906 a Venezia nasceva Carlo Scarpa, architetto e designer tra i più importanti del XX secolo.
Le principali location progettate da Carlo Scarpa, stanno ospitando proprio in questi giorni, numerosi eventi per festeggiare questa ricorrenza.

E' questo il motivo che mi ha portato oggi a Possagno, a visitare il Museo e Gipsoteca Antonio Canova composta dalla casa natale di Canova e dalla Gipsoteca, luoghi che conservano opere scultoree, disegni, schizzi e altri materiali di uno tra i più famosi scultori, apprezzato in Italia e all'estero.




Fu il fratello Giovanni Battista Sartori a voler erigere la parte più datata della Gipsoteca, l'ala ottocentesca, progetta dall'architetto Francesco Lazzari per raccogliere i gessi dell'artista.
In seguito alla Prima Guerra Mondiale, molti furono i danni riportati dalla Gipsoteca a causa dei combattimenti e dei bombardamenti tra il Piave ed il Monte Grappa.
Furono due artisti possagnesi, Stefano e Siro Serafin, a iniziare il restauro dei luoghi e delle opere gravemente danneggiati.
Per la ricorrenza dei duecento anni dalla nascita di Antonio Canova occorsa nel 1957, la Soprintendenza ha incaricato l'architetto Carlo Scarpa di realizzare un ampliamento della parte ottocentesca della Gipsoteca.
L'ala scarpiana, nasce e sorge dove vi erano due piccole stanze all'interno delle quali i fratelli Serafin iniziarono l'opera di restauro nel dopo guerra.
Il progetto di ampliamento ha visto nel tempo alcune rivisitazioni proprio da parte dello stesso Scarpa, il quale non si è solo limitato a pensare e realizzare l'ampliamento ma curò anche la riorganizzazione espositiva dell'intera Gipsoteca.

L'ala scarpiana, che si contrappone all'ala ottocentesca che rappresenta un classico esempio di museologia ottocentesca, è formata da spazi ampi posti su vari livelli che si rincorrono tra loro. 
Spazi ariosi, strutture esili e numerose aperture sono i principali elementi che caratterizzano l'ampliamento che contiene inoltre tutti gli elementi tipici dell'architettura di Carlo Scarpa: linee pulite ed essenziali, l'uso del cemento a vista, i serramenti metallici e lignei, le aperture angolari, la presenza dell'acqua.
Di particolare interesse sono le aperture realizzate nell'ampliamento della Gipsoteca. In primo luogo queste permettono un ottimo rapporto interno ed esterno, specie lungo il lato sud dove si può osservare la vasca d'acqua ed il giardino con sullo sfondo i possedimenti del Canova.
Le varie aperture consentono alla luce di entrare ed illuminare in maniera naturale i locali. Di particolare pregio sono le aperture angolari nel corpo più alto di quest'ala, le quali permettono alla luce di penetrare il volume in maniera zenitale, intercettando ed interagendo con le opere esposte in quella porzione, creando dei veri e propri giochi di luce ed ombra particolarmente affascinanti e suggestivi.

  

foto di Giorgio De Luca . giugno 2016

Per quanto riguarda l'allestimento Carlo Scarpa ha portato grandi novità espositive: l'ala ottocentesca è stata rivisitata nella distribuzione delle opere ma anche nelle pareti ridipinte in toni chiari tendenti al bianco, mentre prima risultavano scure (probabilmente grigie) per far risaltare le opere in gesso bianco. Nella nuova ala Scarpa ha privilegiato una esposizione che mettesse al centro della scena il visitatore e non le opere, ponendolo al centro della bellezza, della raffinatezza e dell'eleganza rappresentata dai gessi di Antonio Canova.

foto tratta dal web

mercoledì 1 giugno 2016

Una perla incastonata tra le Dolomiti. Lo studio museo dell'artista Augusto Murer progettato dall'architetto Giuseppe Davanzo.

Non ci sono parole per descrivere la bellezza e l'importanza paesaggistica e naturalistica di una delle meraviglie del nostro Bel Paese: le Dolomiti. Montagne amatissime ed ammirate in tutto il mondo, non a caso divenute patrimonio dell'Unesco.
Sono infiniti gli angoli e gli scorci di questo magnifico paesaggio montano, capaci di regalare emozioni uniche.

Proprio tra queste montagne nasce nel 1922 a Falcade (BL), crocevia delle strade che scendono dal San Pellegrino, dalla Marmolada e dalle Pale di San Martino, l'artista Augusto Murer.


A partire dal 1964, quando Murer realizzò il celebre Monumento alla Partigiana per Venezia con basamento realizzato da Carlo Scarpa, e fino ai più recenti monumenti di Mestre, Mirandola e Concordia (1985), il suo impegno civile si è tradotto in numerose opere pubbliche che in parte importante, hanno contribuito a qualificare la sua creatività, da sempre tesa ad interpretare e comunicare temi e forme che hanno stretta attinenza contenutistica col sociale.

A Falcade (BL) si trova lo studio-museo dell'artista Augusto Murer, la cui struttura è essa stessa un'opera da ammirare e visitare. 
Lo studio museo progettato e realizzato nel 1972 dall'architetto Giuseppe Davanzo, dalla morte dell'artista nel 1985, è divenuto un luogo d'incontri di autori di chiara fama, che si sono identificati con le opere dello scultore.





Lo studio museo di Augusto Murer a Falcade (BL)
fotografie di giorgio de luca . agosto 2009

Il museo di Augusto Murer raccoglie al suo interno e nel parco circostante una consistente collezione di opere, sculture e disegni dell'attività artistica del grande maestro falcadino considerato uno dei maggiori scultori italiani del Novecento, di fama e successo internazionale, della cui arte si trovano esempi nei musei più prestigiosi del mondo.





Lo studio museo di Augusto Murer a Falcade (BL)
fotografie di giorgio de luca . agosto 2009

Periodicamente vengono organizzate mostre in omaggio al maestro e si ricordano negli anni esposizioni d'importante riferimento culturale con artisti di varie tendenze, tecniche diverse, sensibilità molteplici che pur nella loro singolare originalità, li accomuna l'amore per l'arte.

venerdì 20 maggio 2016

Bologna Design Week Atto II

Si inizia a lavorare all'edizione 2016....


Dopo il successo dell'esposizione Attraverso la luce del tempo in occasione della prima edizione della Bologna Design Week, eccoci pronti a partire per una nuova avventura.
Potete seguire tutte le novità del nuovo percorso espositivo, appositamente pensato per la seconda edizione, sulla nuova pagina Facebook.



lunedì 16 maggio 2016

A Montebelluna la presentazione de La Biennale Architettura di Venezia


Nella serata di venerdi 13 maggio 2016 si è tenuta a Montebelluna, nella splendida e moderna cornice della sede di Infinite Area, la presentazione della 15esima edizione della Biennale Architettura di Venezia, REPORTING FROM THE FRONT, curata dall'architetto cileno Alejandro Aravena.

Un excursus sulla storia della Biennale Architettura di Venezia anticipa il racconto dell'imminente edizione e del tema lanciato dal curatore Alejandro Aravena, con le sue partecipazioni ed i suoi padiglioni.


"In un viaggio attraverso l’America del Sud, Bruce Chatwin incontrò una signora anziana che attraversava il deserto portando una scala di alluminio in spalla. Era l’archeologa tedesca Maria Reiche che studiava le linee Nazca. Viste in piedi sul terreno, le pietre non avevano alcun senso; sembravano nient’altro che pietrisco. Ma dall'alto della scala, le stesse pietre formavano un uccello, un giaguaro, un albero o un fiore.

Vorremmo che la Biennale Architettura 2016 offrisse un nuovo punto di vista come quello di Maria Reiche dalla scala. Di fronte alla complessità e alla varietà delle sfide alle quali l’architettura deve dare risposta, REPORTING FROM THE FRONT si propone di dare ascolto a quelli che hanno potuto acquisire una prospettiva e che sono quindi in grado di condividere sapere ed esperienze con noi che stiamo in piedi sul terreno."

Con queste parole Alejandro Aravena, spiega l'incipit e il filo conduttore dell' intera esposizione.

REPORTING FROM THE FRONT si propone quale momento e luogo di riflessione e condivisione con un pubblico più ampio, il lavoro delle persone che scrutano l’orizzonte alla ricerca di nuovi ambiti di azione. 
L'architettura non deve essere un gesto artistico o un obbiettivo, bensì un mezzo per migliorare la qualità di vita delle persone, cercando di dare risposte alle nuove sfide ed emergenze urbane e sociali.
Sono queste le battaglie dal fronte che l'architettura deve combattere per divenire strumento per migliorare la qualità dell’ambiente edificato. 
Molti gli aspetti che il curatore ha sottolineato per poter affrontare questa sfida, "dalla garanzia di standard di vita molto pratici e concreti, all'interpretazione e alla soddisfazione dei desideri umani, dal rispetto dell’individuo alla cura del bene comune, dall'efficienza nell'accogliere le attività quotidiane all'espansione dei confini della civiltà." 

La Biennale Architettura di Venezia 2016, non vuole rappresentare una vetrina di progetti importanti e faraonici, ma un laboratorio e luogo di sperimentazione. Un racconto di come l'architettura possa rispondere alle moderne sfide.

Non resta che darci appuntamento a Venezia, dove presto potremmo leggere e vedere il racconto di questo nuovo concetto di architettura.

Un momento della presentazione della 15esima Biennale Architettura di Venezia
a Montebelluna presso Infinite Area

giovedì 12 maggio 2016

Ci sono porte...

Un vecchio pannello di legno, due cerniere, un chiavistello e una maniglia fanno una porta se pur sconnessa, vecchia e scolorita.


Ci sono porte che danno accesso ad una soffitta per gli adulti, ma per noi bimbi era entrare in un luogo magico, misterioso ed incantato, dove giocare, scoprire tesori, sognare e imparare a diventare grandi...

Ci sono porte che si aprono e ci sono porte che si chiudono. Sempre.

Ci sono porte dietro cui attendere.
Ci sono porte che prima o poi apriremo. Forse.




Zuggerimento poetico di Marco Zuin e Vasco Mirandola
Musiche di Piccola Bottega Baltazar
Poesia di Dunya Mikhail

desert POP

desert POP

4+37 anni di esperienza, un po' di febbre e una serata colorata...
gdl x 2 (Greta piccola e Giorgio grande)

tecnica mista
10 maggio 2016

lunedì 9 maggio 2016

Una domenica al museo di Asolo: tra Invasioni Digitali, arte, affreschi e cultura.

Qualcuno potrebbe sindacare che con una giornata primaverile, una bella temperatura e il sole splendente, chiudersi in un Museo è uno spreco.


Niente affatto se l'occasione è quella di un connubio di più ambiti culturali che si sommano per dare vita ad una giornata dedicata all'arte ed alla cultura.

E' stato grazie alle Invasioni Digitali che il Museo Civico di Asolo ha aperto le porte regalando ai visitatori un insieme di iniziative, dalla mostra sul Canova, alla pinacoteca, dalla visita guidata del museo alla presentazione dei QRcode per la visualizzazione delle schede delle opere esposte.
Da segnalare inoltre la presentazione da parte del progetto ARK di cui faccio parte, delle visite virtuali delle Chiese di Santa Caterina e San Gottardo in Asolo, realizzate con la collaborazione di Arcangelo Piai fotografo.






Da segnalare inoltre la mostra d'arte di Paola Epifani, in arte Rabarama, una delle artiste più popolari e apprezzate dal grande pubblico e celebre per le sue sculture dipinte. 
La mostra di Rabarama fa parte delle esposizioni della Biennale d'Arte di Asolo, che vede disseminate in varie location asolane numerose mostre, allestimenti e performance d'arte.





In definitiva non tempo perso, ma una domenica dedicata ad una primavera culturale.

giovedì 5 maggio 2016

Panorama da Asolo: una distesa di nuovi progetti e collaborazioni

Negli ultimi mesi si è sviluppata una nuova collaborazione professionale con il progetto ARK della Digisystem, progetto il cui intento è quello di fornire un riferimento all’innovazione tecnologica dedicata al settore della cultura, del turismo e della promozione del territorio.


Il team è formato da Michele Zavarise, titolare di Digisystem Snc, azienda che si occupa da vent’anni di tecnologie informatiche, dall’architetto Fabio Boschieri, esperto di rendering e progettazione 3D e da qualche mese anche da me, Giorgio De Luca, con il compito di seguire il settore tecnico scientifico e la comunicazione.

La partecipazione a questo progetto è anche l'occasione di poter conoscere da vicino prestigiosi esempi di patrimonio architettonico ed artistico, potendo approfondire le varie fasi della loro gestione, quali la catalogazione, lo studio, la manutenzione e la divulgazione.

Il progetto si è già fatto notare grazie a diversi lavori, collaborazioni ed eventi che hanno riscontrato un notevole interesse e successo, specie da chi si occupa di gestione e valorizzazione dei beni culturali.

L'8 maggio ad Asolo, sarà la volta di Invasioni Digitali, un evento curato dal Museo Civico di Asolo che vedrà la partecipazione di ARK con la presentazione delle visite virtuali delle Chiese di San Gottardo e Santa Caterina in Asolo. 
Le visite virtuali sono realizzate in collaborazione con il Museo, la parrocchia di Asolo e la partecipazione di Arcangelo Piai fotografo per i servizi fotografici.



Domenica 8 maggio Asolo, si tinge di cultura grazie ai numerosi eventi. Oltre al Museo e alle iniziative di giornata, sarà presente all'interno della stessa struttura anche una mostra d'arte, mentre per le piazze e i vicoli sarà possibile ammirare le opere della Biennale d'Arte di Asolo. 
Insomma una vera e propria immersione tra storia, arte, cultura, architettura, panorami. 
E perché no un buon bicchier di vino per un brindisi in compagnia.

A questo punto.. ci vediamo domenica ad Asolo!!



domenica 1 maggio 2016

Ode al legno di Pablo Neruda

Pablo Neruda è considerato uno dei più grandi poeti latino americani del XX secolo, premio Nobel per la letteratura nel 1971. Ha dedicato molte delle sue opere alle cose che amava, cose semplici, cose quotidiane.


Oggi gironzolando in cerca di alcune informazioni in merito a diversi materiali da utilizzare in un progetto, mi sono casualmente imbattuto in quella che è una delle maggiori opere di neruda e cioè il il ciclo Odi elementari, pubblicato nel 1954 che contiene una poesia a me particolarmente cara perché dedicata ad un materiale naturale che amo particolarmente: il legno.

Con la stessa semplicità di questo grande poeta oggi voglio omaggiarlo riproponendo una parte della sua Ode al legno.



Ode al legno

Di quanto conosco

e riconosco

fra tutte le cose

è il legno

il mio migliore amico.

Lo porto per il mondo

nel mio corpo, nei miei vestiti,

l’aroma della segheria

odore di tavola rossa.

……

Ti conosco, ti amo,

ti vidi nascere, legno.

Per questo

se ti tocco

mi rispondi

come un corpo amato,

mi mostri

i tuoi occhi e le tue fibre,

i tuoi nodi, i tuoi nei,

le tue venature

come immobili fiumi.

……

Come un violino s’innalza

il canto o il lamento

della montagna nel bosco,

e così nasce e comincia,

il legno

a percorrere il mondo

fino ad esser costruttore silenzioso

tagliato e perforato dal ferro,

fino a soffrire e a proteggere

costruendo l’abitazione

dove ogni giorno

si incontreranno l’uomo, la donna

e la vita.

venerdì 22 aprile 2016

Il mio non Salone del Mobile. Una settimana di trivelle, schegge, treni e design.

Si sono spente le luci sul Salone del Mobile e sul Fuori Salone di Milano, che hanno fatto registrare un nuovo record assoluto divenendo sempre più internazionale, con presenze qualificate da tutto il mondo, attratte dall’eccellenza creativa e produttiva della nostra filiera, riconoscendo il valore della produzione made-in-Italy e dell’arredo di qualità.


La mia Design Week è stata vissuta solo attraverso gli occhi ed i racconti di altri partecipanti. Una serie di sfortunati inconvenienti mi hanno tenuto lontano da Milano.
Una settimana iniziata in ospedale a disquisire di schegge negli occhi (non miei), continuata tra trivelle, piattaforme petrolifere in mare, quorum e referendum.
Il colpo finale dato da alcuni inconvenienti ferroviari, di orari e prenotazioni...


Tant'è che me ne sono stato, mio malgrado, distante da Milano, ricevendo notizie e aggiornamenti continui da quella che per una settimana è stata la capitale indiscussa del design
Nonostante questo ho percepito, attraverso i social, i media, le immagini, i racconti di amici che hanno esposto o visitato gli eventi milanesi, un grande e rinnovato fermento, una voglia di sperimentazione in termini di materiali, forme, colori.




 

Foto di Michele Levis - Fotostudio L+ M Bologna


Di cose da dire sulla Design Week di Milano ce ne sarebbero tante, forse troppe. Forse è meglio gustare le immagini che affollano la rete e le ultime uscite delle riveste.
Prossimamente cercherò di raccontarvi di più attraverso la voce di alcuni protagonisti....