martedì 3 giugno 2014

cara vecchia sedia a sdraio da spiaggia

Si sta avvicinando l’estate anche se il meteo ci vuol far credere il contrario, e la mente si posa sull’immagine di uno splendido oggetto che non possiamo non definire di design, visto il connubio straordinario di materiali, funzione, essenzialità, diffusione e popolarità: la cara vecchia sedia a sdraio da spiaggia.

Le sdraio alle spalle di Vittorio Gassman in spiaggia a Castiglionello

Su Ottagono n. 27 del 1972 e Abitare n. 545 del 1975 Bruno Munari, pubblica una ricerca di oggetti ben progettati e ben venduti anche se non firmati, sono i Compassi d’Oro a Ignoti, tra cui compare anche la sedia a sdraio da spiaggia che era così descritta nelle due pubblicazioni “costruita in legno e tela, per stare seduti o sdraiati in varie posizioni, montabile e smontabile senza viti o incastri, la tela è sfilabile per il lavaggio, spessore da chiusa 4 centimetri”.



La sua realizzazione con buona probabilità, prende spunto e origine dalle greppine meglio conosciute come sedie allungate o chaise longue, presenti fin dall’antica Grecia e che nel corso dei secoli hanno goduto di una discreta attenzione ed evoluzione.

A cavallo tra il XIX ed il XX secolo fa la sua comparsa una sedia a sdraio composta da un telaio snodato, la cui struttura è normalmente realizzata da legno di faccio, al quale è fissato un telo che funge da sedile-schienale. La struttura permette di ripiegare facilmente la sdraio in modo da riporla in spazi molto ristretti, durante i periodi di inutilizzo.

Fin da subito questa versione della sedia a sdraio ha trovato largo utilizzo nelle spiagge e negli stabilimenti balneari per il riposo dei bagnanti, assumendo diffusamente la denominazione di spiaggina

La sedia a sdraio da spiaggia ha rappresentato e rappresenta tutt’ora, uno dei più diffusi arredi degli spazi balneari e un simbolo della vita marittima estiva.

Negli anni '50 e '60, allo scopo di rendere più confortevole il prolungato uso da parte dei bagnanti, le sdraio furono dotate di accessori quali schienale reclinabile in più posizioni, braccioli laterali, poggiapiedi e tendalini parasole.



A breve spiagge e stabilimenti balneari saranno invasi da migliaia di ombrelloni, lettini e sdraio. È allora che si scatenerà la caccia a qualche vecchio esemplare originale sopravvissuto all’avanzata dei lettini e delle sdraio in plastica ed alluminio.


Buona estate a tutti!!!


gdl