sabato 1 luglio 2017

La mail art e la mia partecipazione alla Biennale 2017

Qualche settimana fa ho ripreso in mano gli acquerelli e mi son ritrovato ad aggiungere colori ed effetti a diversi fogli di carta...
Negli stessi giorni tra l'altro mi stavo informando e soffermando sulla mail art o arte postale.

La mail art è un movimento artistico che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l'invio di opere generalmente di piccolo formato creando così uno scambio ed un'interazione tra mittente e destinatario. La mail art che viene considerata arte solo dopo la sua spedizione, ha come caratteristica fondante lo scambio non commerciale tra le parti.

I mail artisti solitamente si scambiano opere in forma di lettere illustrate, fanzine, timbri, buste decorate o illustrate, figurine d’artista, cartoline, "francobolli d'artista" (artistamp), interviste postali e oggetti tridimensionali come ad esempio i 'Libri d'Artista' Artist-Book.

La comunità degli artisti postali da valore alla interazione tra i partecipanti e promuove un'etica di egualitarismo che spesso aggira i circuiti ufficiali dell'arte fatti di musei, gallerie e fiere. I mail artisti fanno affidamento sulla rete di contatti come principale metodo di diffusione del loro lavoro, piuttosto che dipendere dall'abilità nel trovare spazi espositivi.
Gli artisti di mail art vengono regolarmente coinvolti sullo sviluppo di tematiche specifiche per poi realizzare mostre o pubblicazioni.
E'  stata una call di mail art a farmi venire la voglia di cimentarmi in questo che per me è stato un gioco, senza alcuna velleità di trasformarmi e definirmi artista ma semplicemente per divertirmi con i colori.
Siete invitati a partecipare alla Prima Biennale Internazionale di Arte Postale a Venezia dal 17 giugno al 10 agosto 2017 a Palazzo Zenobio e curata da Ruggero Maggi.
Tema: Il Dalai Lama ed il Tibet
Visti i tempi stretti di organizzazione e conferma dell'evento c'era anche la possibilità di inviare i materiali ad evento iniziato.

E' stata questa chiamata a farmi dire "perché no?" e così carta, colori e materiali alla mano ho realizzato quella che per me è stata la prima mail art in assoluto che successivamente ho spedito al curatore. E oggi mi è arrivato un sms che ho letto con misto di sorpresa ed emozione, che confermava la ricezione da parte di Ruggero Maggi della mia mail art e l'ammissione all'esposizione a partire dal 6 luglio, essendo l'evento già inaugurato, Prima Biennale Internazionale di Arte Postale a Venezia in concomitanza con la Biennale d'Arte.

Medita(c)tion





Così il mio primo esperimento di mail art finirà direttamente in un evento collaterale della Biennale presso il Padiglione Tibet.

I lavori rimarranno nell'archivio di Padiglione Tibet e a fine evento verrà realizzata una documentazione dell'intero progetto.

E son soddisfazioni... 

sabato 17 giugno 2017

La magia di Venezia, anche con lo sciopero.

A volte il lavoro ti porta in posti meravigliosi, come Venezia, nonostante lo sciopero.

Un vero luna park di panorami, suoni, cultura, storia e arte e con tanto di montagne russe. Ooops volevo dire veneziane. People Mover, una avenieristica navetta che sorvola Venezia regalando visuali inedite.

foto di giorgio de luca

foto di giorgio de luca

Una giornata di sciopero dei trasporti e Venezia riesce ad offrire una giornata ancor più speciale di quanto ci si possa immaginare, tra calli deserte, canali sgombri da molte imbarcazioni e vaporetti e una veloce colazione in compagnia di alcuni scioperanti chiassosi e festosi.
L'attraversata del canale della Giudecca al mattino, in un vaporetto quasi vuoto,  regala due chiacchiere con il pilota e il marinaio in servizio, incontrati nuovamente la sera durante il rientro, oramai esausti di ripetere sempre e solo la stessa breve tratta tra i soliti due imbarcaderi.
Una giornata soleggiata e molto calda (per questo difficile), ma da annoverare tra quelle decisamente interessanti.

foto di giorgio de luca

E così aspettiamo di tornare per Damien Hirst e per la Biennale.

giovedì 8 giugno 2017

KINDERBAUHAUS. La trascrizione ed il racconto dell’esperienza creativa di Villacolle.

Esiste un luogo dove i bambini possono crescere grazie ad un progetto educativo basato principalmente sulla creatività. Questo luogo è Villacolle, un piccolo borgo alla periferia di Bari, immerso tra ampi spazi verdi e a due passi dal mare. Una sorta di scuola delle arti, una scuola laboratorio che gioca con le immagini, le parole, la natura. Vi abbiamo già parlato di questa incredibile esperienza (link) che oggi diventa storia, diventa libro.


KINDERBAUHAUS è infatti la prima pubblicazione dedicata a questo metodo educativo. Il racconto di un luogo e di un progetto che interpreta e rivive il senso profondo di quella che fu l’esperienza della Bauhaus, intesa quale comunità creativa


Due parole apparentemente semplici ma ricche di significato e che accostate, definiscono a pieno il metodo didattico che Alma, Annika e Bepi adottano per far crescere i bimbi nell’attenzione al bello e nell’armonia. Un metodo unico o quasi nel suo genere, basato sull’imparare facendo con una ricetta i cui ingredienti sono creatività, fantasia e semplicità.


E questa pubblicazione è il racconto della nascita di questa splendida esperienza: dall’idea di base ai presupposti educativi e pedagogici, dalle esperienze dei primi passi agli obiettivi e agli strumenti adottati per lo sviluppo dei bimbi. Visto la particolare esperienza educativa, il testo non poteva non essere arricchito da numerose schede tecniche con spunti ed idee pratiche per attività didattiche creative.


Una lettura dedicata ad insegnanti ed educatori, nella speranza che questa esperienza possa presto essere presa di esempio e replicata in tante altre realtà, così da educare i nostri bimbi, uomini e donne di domani, al bello.

Allora siete tutti pronti per gustarvi questo frullato di creatività??



Alma Tigre, Annilka De Tullio, G. Bepi Petino 
Kinderbauhaus, non sottovalutatemi – Adda Editore, 2017

martedì 6 giugno 2017

Biotopo: un bagno salutare in acqua cristallina, pura come in natura.

Fin dai tempi antichi l’acqua è stata usata come strumento di purificazione e rilassamento. Ancora oggi si susseguono ricerche e studi che dimostrano e confermano che l’acqua ha un grande potere defaticante, riposante e rilassante, potere di gran lunga superiore ad ogni altra forma.

Oggi vorrei parlare di un particolare tipologia di piscina, completamente differente come concezione dalle classiche, una piscina sostenibile attenta alle esigenze dell’ambiente in cui viene inserita: il biotopo.

Il famoso biotopo progettato dall'architetto G. W.  Reinberg

I biotopi o biopiscine, chiamati anche laghetti o piscine naturali, si basano proprio sul fatto di sfruttare le caratteristiche dell’acqua così come si trovano in natura ispirandosi ai processi di purificazione che avvengono nei laghi naturali: forme armoniose, ricircolo dell'acqua, presenza di piante palustri e acquatiche adatte per la zona di rigenerazione, garantiscono la limpidezza dell'acqua e un risultato armonioso, sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico.


E’ possibile infatti realizzare biopiscine dalle differenti caratteristiche estetiche grazie all'abbinamento di diversi materiali, per rispondere alle esigenze e alle preferenze di ognuno.


Il rumore ed il mormorio dell’acqua, il colore verdastro delle acque profonde, i riflessi delle superfici contraddistinguono questa tipologia di piscina estremamente sostenibile in grado di trasmettere sensazioni rilassanti e piacevoli, offrendo la possibilità di vivere una piscina a diretto contatto con la natura, garantendo comodità ed pulizia.




Buon bagno nella natura!

mercoledì 24 maggio 2017

Aspettando Damien Hirst tra le calli di Venezia...

Ero piuttosto giovane quando girovagando per Venezia, mi sono ritrovato in una nota e minuscola libreria, alla ricerca di qualche libro d'arte da sfogliare, da guardare più che da leggere. Era il periodo in cui mi cimentavo con colori vari ed acquarelli in (imbarazzanti) esperimenti artistici. Il mio occhio subito si è posato su un volume dal titolo Manuale per giovani artisti. L'arte raccontata da Damien Hirst.


E proprio grazie al suo racconto trasparente, trasgressivo e diretto, ho scoperto uno degli artisti contemporanei più popolari e controversi, Damien Hirst, innamorandomi via via delle sue opere e del suo stile irriverente.



E così non poteva sfuggire alla mia attenzione la realizzazione della mostra a lui dedicata nella vicina e suggestiva cornice di Venezia, in concomitanza tra l'altro con la Biennale d'Arte.


TREASURES FROM THE WRECK OF THE UNBELIEVABLE
DAMIEN HIRST
A cura di Elena Geuna

Da domenica 9 aprile a domenica 3 dicembre 2017 Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Pinault Collection presenta ‘Treasures from the Wreck of the Unbelievable’. La mostra curata da Elena Geuna, costituisce la prima grande personale dedicata a Damien Hirst in Italia, dopo la retrospettiva presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli del 2004.
La mostra si estende lungo i 5.000 metri quadrati espositivi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, le due sedi veneziane della Pinault Collection che per la prima volta sono entrambe affidate a un singolo artista.
‘Treasures from the Wreck of the Unbelievable’ è un progetto complesso e ambizioso, la cui realizzazione si è protratta lungo diversi anni. Eccezionale nelle dimensioni e nei propositi, la mostra racconta la storia dell’antico naufragio della grande nave ‘Unbelievable’ (Apistos il nome originale in greco antico) e ne espone il prezioso carico riscoperto: l’imponente collezione appartenuta al liberto Aulus Calidius Amotan, conosciuto come Cif Amotan II, destinata a un leggendario tempio dedicato al Dio Sole in oriente.
La mostra si inserisce nel rapporto di lungo corso esistente tra l’artista e Pinault Collection.
Damien Hirst è una presenza imprescindibile per la Collezione e alcuni suoi lavori erano già stati presentati a Palazzo Grassi in occasione delle mostre collettive “Where Are We Going?” (2006), che traeva il titolo proprio dall’opera di Hirst “Where Are We Going? Where Do We Come From? Is There a Reason?”, e successivamente nella collettiva del 2007 “A Post – Pop selection”. Con “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” la Pinault Collection accompagna l’artista inglese nella realizzazione di un sogno aprendogli contemporaneamente Palazzo Grassi e Punta della Dogana dove le opere dialogano in un gioco di specchi tra i due spazi espositivi.
L’esposizione in programma nel 2017 si inscrive nell’ampio ciclo di monografiche dedicate a grandi artisti contemporanei – Urs Fischer (2012), Rudolf Stingel (2013), Martial Raysse (2015) e Sigmar Polke (2016) – che si alternano alle mostre tematiche collettive, con opere della Collezione Pinault.





Se a convincervi a visitare la mostra dedicata a Damien Hirst non fosse bastata la stupenda cornice in cui è ospitata, la città lagunare con le sue splendide location, la grandezza dell'artista stesso e la maestosità dell'esposizione per bellezza e dimensioni, un ulteriore stimolo può arrivare da una lodevole iniziativa: le visite guidate gratuite del sabato pomeriggio.
Infatti l'organizzazione ha pensato di accompagnare i visitatori con due visite guidate, una per ogni sede espositiva, ad orari fissi: alle ore 15.00 la guida parte a Punta della Dogana, alle ore 17.00 a Palazzo Grassi.
Così con l'acquisto del solo biglietto di ingresso i singoli visitatori con il solo acquisto del biglietto e senza dover prenotare, avranno la possibilità di approfondire Damien Hirst, la sua vita e le sue opere, grazie alle guide che accompagneranno i visitatori in questo affascinante percorso espositivo...



Io non ho assolutamente dubbi... Non mancherò l'occasione di visitare la mostra e scoprire da vicino l'opera artistica di Damien Hirst.
Un particolare ringraziamento per le informazioni e per l'invito va a Giulia Granzotto (nella foto sopra), una delle adorabili guide del sabato pomeriggio.
A questo punto arrivederci a Venezia...

lunedì 15 maggio 2017

Bologna Design Week 2017 - Atto III

Ancora non so se e quale ruolo avrò all'interno della terza edizione della Bologna Design Week, la manifestazione bolognese dedicata al design.


Le prime anticipazioni arrivano direttamente dall'ufficio stampa con tutte le indicazioni per non perdere gli aggiornamenti sull'evento che trasformerà ancora una volta il centro storico di Bologna in una festa del design e del bello.
Ecco a voi il comunicato stampa di lancio della terza edizione della Bologna Design Week.


Comunicato stampa

Bologna, 21 aprile 2017

Bologna Design Week e Cersaie rafforzano la collaborazione uniti in nome del design.

Partner della terza edizione di Bologna Design Week è Cersaie, Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, che quest’anno si presenta con due manifesti per sottolineare il ruolo centrale che ceramica e arredobagno hanno in ambito espositivo e convegnistico.
L’edizione 2017 di Bologna Design Week, in sinergia con l’idea che il design crea tendenze anticipando “usi e costumi” del futuro, vedrà così il delinearsi in città di percorsi tematici, tra culture del progetto, fashion e food.

Design e creatività, formazione e mondo produttivo rinnovano l’incontro a Bologna.
A seguito del successo delle prime due edizioni di Bologna Design Week, i curatori annunciano la terza del 2017, che si avvale di Cersaie in qualità di sponsor ufficiale, dopo la collaborazione negli scorsi anni, e presentano le prime novità del programma.
Da martedì 26 a sabato 30 settembre mostre, design exhibition, workshop, concorsi, eventi, visite guidate, design talks tematizzati su design cultures, fashion & design, design food, animeranno nelle ore serali il centro storico per cinque giornate dedicate alle culture del progetto e alle industrie culturali e creative.
Mercoledì 27 settembre la notte si accenderà con la “Design Night”, organizzata in collaborazione con Confcommercio Ascom Bologna.

Al pari delle precedenti edizioni, si riconferma la volontà di riunire e valorizzare le eccellenze culturali, produttive, distributive e creative del territorio e non solo, coinvolgendo showroom, aziende, studi di architettura, gallerie d’arte, musei e università, in un sistema integrato di comunicazione che permetta l’attivazione di sinergie tra industria, cultura e creatività.
Una terza edizione che si preannuncia ricca di novità e spunti progettuali, a cominciare dal contest “Temporary Living Space” dedicato ad architetti e interior designer per l’allestimento temporaneo del Salone del Settecento di Palazzo Isolani, concepito per Molteni&C|Dada (per approfondimenti: bando scaricabile dal sito bolognadesignweek.com); per proseguire con la mostra “Scatto Libero. Dino Gavina dieci”, allestita a Palazzo Pepoli Campogrande; l’esposizione, a cura di Elena Brigi e Daniele Vincenzi e sostenuta dal Gruppo HERA, intende rendere omaggio, a dieci anni dalla sua scomparsa, alla figura di Dino Gavina (1922-2007), inventoreanticipatore-innovatore, “tra i più significativi imprenditori italiani del design del Novecento, nel campo dell’arredamento, dell’illuminazione, dell’arredo urbano, che, con le sue attività, ha esplorato senza sosta la modernità, tracciando percorsi innovativi sostenuti dal rapporto con le arti visive, la poesia, il libero pensiero”.
In occasione di BDW 2017, il pubblico riscoprirà le radici di Bologna quale “città dell'acqua e della seta”, esplorando vie d'acqua, sotterranei, palazzi storici e siti solitamente non accessibili, grazie alle visite guidate e agli eventi organizzati in collaborazione con l’Associazione Vitruvio.
Inoltre un ampio programma di appuntamenti valorizzerà le eccellenze del territorio in cui la cultura del cibo e la cultura della moda si confermano nell’attualità con progetti di respiro internazionale.
Main location, info e press point anche per questo anno sarà Palazzo Isolani, che ospiterà all’interno delle sale settecentesche una selezione di storiche aziende di design con inediti allestimenti, mentre nel cortile esterno la progettazione sarà a cura dell’azienda Corradi outdoor living space.
Altri punti di riferimento dei percorsi saranno gli spazi di Galleria Cavour, storico punto d’incontro tra moda, arte e design e gli interni anni Cinquanta dell’ex Atelier di sartoria Corradi, oggi Cavallo Spose, progettati dall’architetto Enrico De Angeli, che accoglieranno un allestimento curato dall’architetto Lorena Zùñiga Aguilera.

CHE COS’È BDW
Bologna Design Week è una manifestazione internazionale dedicata alla promozione della cultura del design in Emilia-Romagna. Organizzata nel centro storico della città di Bologna, BDW è un evento che mappa e riunisce in un progetto integrato di comunicazione le eccellenze culturali, formative, creative, produttive e distributive del territorio. Il processo di mapping avviene attraverso principi di co-design, di progettazione partecipata.
Tutti i dati raccolti sono open-source, pubblicati sul sito bolognadesignweek.com.

INFORMAZIONI UTILI:
// DATE: dal 26 al 30 settembre 2017, in sponsorship con Cersaie, il Salone Internazionale della Ceramica
per l’Architettura e dell’Arredobagno (www.cersaie.it) che si terrà presso il Quartiere Fieristico di Bologna
dal 25 al 29 settembre 2017.

// ADESIONI: il termine ultimo per la presentazione dei progetti è il 30 giugno 2017.
Per informazioni e invio progetti: www.bolognadesignweek.com

Contatti:
#BolognaDesignWeek
Twitter: @BolognaDesign
Facebook: bologna.design.week
Instagram: bolognadesignweek

Un evento: YOUTOOL//design out of the box.

Main sponsor: Gruppo HERA, Corradi, Molteni&C | Dada, Vitra.

In collaborazione con: IncrediBOL!, Fondazione Golinelli, Confcommercio Ascom Bologna, Galleria Cavour, Laboratorio delle Idee, Palazzo Isolani, Associazione Vitruvio, Badeggs, Ordine degli Architetti di Bologna.

Con il patrocinio di: Comune di Bologna, Bologna Welcome, Urban Center Bologna, Corso in Design del prodotto industriale - Dipartimento di Architettura - Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Accademia di Belle Arti di Bologna, ADI - Associazione per il Disegno Industriale - Delegazione Emilia-Romagna.

Media partner: INTERNI, Archiproducts, Archiportale, QN - Il Resto del Carlino, TRC.
Social Media partner: Alessio Conti - Social Media & Communication Design.

Graphic design: òè studio

Ufficio stampa: Emanuela Agnoli
cell. + 39 347 1120782
e-mail: emanuela.agnoli@gmail.com

martedì 4 aprile 2017

L’ARCHITETTURA SECONDO ME di Franz Falanga

Con piacere ospito ancora una volta l'amico e architetto Franz Falanga con una nuova riflessione sulla progettazione e sull'architettura.


L’ARCHITETTURA SECONDO ME
Chi per mestiere costruisce involucri e oggetti per l’uomo ha il dovere di conoscere che tipi di persone andranno a vivere (non ho detto abitare) negli involucri medesimi. Basterebbe, agli inizi degli studi, insistere sul concetto che gli studenti architetti devono assolutamente rendersi conto che le loro future modificazioni formali del territorio dovranno servire a farvi vivere le persone, e non a farle colà abitare. 
Conoscere le persone e i loro meccanismi dello stare insieme per permettere loro di vivere degnamente nell’architettura pensata e costruita, l’analizzare i loro modi di comportarsi, le loro maniere di rapportarsi alla cronaca e alla storia è operazione fondamentale per il progettista. Lo sciocco e aristocratico rifiuto della conoscenza diretta della realtà quotidiana e delle mutazioni che l’hanno modificata dalle fondamenta ha sempre generato e continuerà a generare mostri nel campo dell’architettura e quindi della società che ne usufruisce. 
Parlo delle mutazioni che, dall’immediato secondo dopoguerra, hanno caratterizzato la vita italiana, mutazioni che hanno ovviamente contribuito a modificare la storia solidificata delle città, che non è altro che l’urbatettura e il design, a sua volta a scala più piccola. 

franz falanga


mercoledì 29 marzo 2017

Manca poco all'apertura della Decima Edizione del Triennale Design Museum!

TDM10 (Triennale Design Museum 10) è la decima mostra che il Triennale Design Museum realizza. Si tratta del primo museo del design italiano, che ha alle sue spalle come istituzione Triennale con una lunga storia fin dal 1933. (www.triennale.org)

Lavori in corso a Milano in vista dell'imminente alla riapertura del Triennale Design Museum per la sua Decima Edizione dedicata al design per l'infanzia.



Dopo l'inaugurazione del 31 marzo, dal 1 Aprile sarà possibile visitare "Giro Giro Tondo. Design for Children": una nuova storia del design italiano dedicata al mondo dell’infanzia e ai bambini, al design e all'architettura che hanno lavorato per loro, ai giochi e alle immagini che li hanno divertiti e raccontati, agli spazi in cui si sono mossi, agli oggetti che hanno manipolato.





Saranno presenti nell'esposizione dei focus dedicati a figure di spicco e di rilievo nella storia del design in relazione all’education, come Bruno Munari e Riccardo Dalisi, o alla storia della pedagogia.

All'interno dell'esposizione troverà posto anche qualcosa proveniente da Barbiana, la piccola località dell'appennino toscano, famosa per aver ospitato l'opera e la scuola di Don Lorenzo Milani, e a cui sono legato da amicizie ed affetti, oltre che da interessi e passioni che si intrecciano tra loro: storia, cultura, arte, scuola, designarchitettura. (Fondazione Don Lorenzo Milani www.donlorenzomilani.it)
L'amico Agostino Burberi, uno dei primi studenti di Don Lorenzo Milani a Barbiana, sarà presente all'inagurazione della Triennale Design Museum.


Gli oggetti provenienti dalla scuola di Barbiana saranno esposti in una sezione della mostra dove saranno visibili esempi di spazi e strumenti didattici di maestri passati alla storia, tra cui Don Lorenzo Milani.

Non vi stupisca questo collegamento tra un sacerdote, la scuola e l'arte. Don Lorenzo Milani crebbe in una colta famiglia borghese e dopo gli studi classici si dedicò alla pittura iscrivendosi dopo qualche mese di studio privato all’Accademia di Brera (vedi Don Lorenzo Milani e la pittura - link) e successivamente nella suo opera pastorale dedicò grande spazio alla scuola e all'istruzione mettendo all'apice della sua esperienza la scuola di Barbiana.
E' comprensibile come la sua ricerca per il "bello" sia stata tramandata anche ai suoi allievi e a quanto essi hanno realizzato nella loro scuola. E questa è una nuova occasione per scoprire la bellezza e l'unicità di questa proposta educativa...

mercoledì 22 marzo 2017

Luce, Energia, Design: la mia definizione di LED.

La luce valorizza i luoghi e la loro identità, rendendoli più piacevoli e fruibili. 
Il moderno sistema di illuminazione a LED (Light Emitting Diode), grazie a una miglior qualità della luce e a un’ottima resa cromatica, favorisce un’illuminazione di alta qualità e mette meglio in risalto le peculiarità degli spazi e dell’arredo. E' questa una tecnologia in continua evoluzione, che consuma poco, ha costi di manutenzione pressoché nulli, riduce l’inquinamento luminoso e dura a lungo.


La tecnologia a LED garantisce infatti un risparmio energetico che si avvicina al 50 per cento. E inoltre è più efficace in termini di lumen, con un effetto quasi doppio rispetto all'illuminazione tradizionale.
Proprio per queste caratteristiche gli impianti studiati e basati sulla tecnologia al LED sono la soluzione ideale per illuminare e decorare ambienti domestici, commerciali e industriali. 

La tecnologia LED, protagonista all'EXPO 2015 di Milano al Padiglione Zero

La tecnologia a LED, grazie alla sua flessibilità, sta trovando ampio utilizzo anche nella sperimentazione di architetti e designer per la ideazione e realizzazione di progetti di architettura e prodotti di design quali lampade, oggetti e complementi d'arredo luminosi, spazi privati, espositivi o pubblici.

Faz piantana con luce a LED - Studio Vondom


La progettazione dell’illuminazione in ogni sua forma, dovrebbe prestare cura e attenzione all'efficienza e all'estetica, per offrire soluzioni ricercate, uniche e funzionali, anche attraverso la scelta di prodotti realizzati con materiali di qualità, accuratamente trattati, per offrire sistemi di illuminazione tecnologicamente innovativi, efficienti, affidabili, dalle linee moderne e caratterizzati da piccoli dettagli di stile che li rendono inconfondibili.

Installazione con tecnologia a LED lungo una passerella
sul fiume Des Moines in Iowa (USA)