venerdì 29 settembre 2017

Pillole dei primi giorni di Bologna Design Week

Momenti e situazioni in pillole fotografiche,
per raccontare i primi giorni della Bologna Design Week.

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 ... ex atelier Corradi ora Cavallo Spose ...

... il design a Palazzo Isolani ...



 ... le torri ...

... Dino Gavina a Palazzo Pepoli Campogrande ...
  

... Gavina e Carlo Scarpa ...

... BDW at Cersaie ...
 


  

... to be continued ...


Ci incontriamo tra i portici e le strade bolognesi in questi ultimi giorni della Bologna Design Week.

ulteriori informazioni

mercoledì 20 settembre 2017

Scatto Libero - Dino Gavina - 10 | Bologna Design Week

In occasione della terza edizione della Bologna Design Week, apre oggi un evento particolarmente atteso in quanto dedicato a Dino Gavina, creativo amato dal pubblico del capoluogo bolognese ma non solo.

 Scatto Libero 
 Dino Gavina   
10



L’esposizione segue dieci punti tematici rappresentativi del percorso imprenditoriale e creativo di Dino Gavina, tra i più significativi imprenditori italiani del design del Novecento, con un indiretto riferimento al decennale della sua scomparsa.
Dieci pezzi, dieci autori, dieci racconti, espressi anche grazie ai materiali grafici dell’epoca, ed allestiti in modo da rendere ancora più evidenti i criteri costruttivi, la natura dei materiali, le soluzioni progettuali di dettaglio ed anche le inedite modalità di commercializzazione dei prodotti.
La mostra è rivolta in particolare ai giovani, per rafforzare una visione disincantata e positiva verso un approccio al fare che sappia coniugare manualità, libertà di azione e capacità di riflessione, senza mai smarrire la curiosità e la voglia di comprendere il mondo intorno.
In programma visite guidate con i curatori e un itinerario sonoro dedicato.


Palazzo Pepoli Campogrande
Sede distaccata della Pinacoteca Nazionale
20 settembre 1 ottobre 2017

8.30/19.30 - lunedì chiuso

Mercoledì 20 settembre
Ore 18.00/21.30 inaugurazione
Ore 18.30 Itinerario musicale / La musica nello spazio
Almanach Eines Wanderers / Almanacco di un viandante
Franz Schubert, John Cage, Luigi Nono
Intervento musicale multimedia da un’idea di Alberto Caprioli
Alla guida dell’ensemble nuove musiche del Conservatorio di musica G.B. Martini di Bologna
Ore 19.30 replica
A seguire set suoni a cura di Camere Sonore

Sabato 23 settembre
Giornate europee del patrimonio
Apertura straordinaria fino alle 22.30
Ore 18.00 visita con i curatori
Ore 21.00 visita con i curatori

Domenica 24 settembre
Giornate europee del patrimonio
Ore 11.00 visita con i curatori
Ore 18.00 visita con i curatori

Mercoledì 27 settembre
BDW design night
Apertura straordinaria fino alle 22.30

Dino Gavina



Vari sono i motivi per segnalare questo evento che si annuncia unico e straordinario. 
Tra questi quello che più sento è il fatto che la mostra è a cura dell'amico Daniele Vincenzi e Elena Brigi, entrambi architetti e da sempre attenti alla conservazione e divulgazione architetture, archivi, storie e materiali che diversamente andrebbero persi. La loro passione traspare ad ogni evento da loro realizzato, come ad esempio l'Esposizione omaggio a Ultramobile e Dino Gavina, dello scorso anno.


Se questo non bastasse anche gli amanti dell'architetto Carlo Scarpa troveranno pane per i loro denti durante questa esposizione. In particolare la sera 20 settembre durante l'Itinerario musicale vi sarà la proiezione continua di musica e architettura - Luigi Nono e Carlo Scarpa.
LUIGI NONO, A CARLO SCARPA, AI SUOI INFINITI POSSIBILI, per orchestra a microintervalli (1984) diagrammi e grafici di analisi musicale e architettonica della composizione, a cura di Alberto Caprioli.

Direi che non ci sono più dubbi, passare a questa esposizione in occasione della Bologna Design Week è d'obbligo!!!
Arrivederci a Bologna...

domenica 17 settembre 2017

Archinatura, la fotografia tra architettura e natura in occasione della Bologna Design Week

Si avvicina l'inizio della terza edizione della Bologna Design Week, la manifestazione dedicata alla cultura del design ed alla valorizzazione del territorio.
Molti gli eventi di questa edizione che potete trovare nel programma completo della manifestazione.

Personalmente, come per le scorse edizioni, avrò il piacere di vedere e vivere da vicino questo evento che animerà il centro storico di Bologna in concomitanza del Cersaie., questa volta presso la sede del Fotostudio L+M di Michele Levis in via Via F.lli Rosselli 8c a Bologna

E' qui infatti che sarà ospitata l'esposizione Archinatura Una mostra di immagini dei fotografi Michele Levis e Eric Mankacen.
Un percorso attraverso l’intreccio tra natura e intervento architettonico nella creazione del paesaggio.

Fotografia di Michele Levis

Il progetto, curato da Fotostudio L+ M e allestito dall’Architetta Lorena Zúñiga Aguilera, coinvolge due fotografi, Michele Levis (Italia) e Eric Mankacen (Cile).

Michele Levis
Nato a Venezia, vive e lavora a Bologna.
E’ entrato nel mondo della fotografia come autodidatta, per poi perfezionarsi attraverso corsi, workshop ed incontri con maestri della fotografia.
Le sue immagini, che incoraggiano la riflessione, possono sempre essere interpretate in modi diversi.
Le sue fotografie si trovano in numerose riviste, pubblicazioni, collezioni pubbliche e private.
Si occupa di fotografia d’architettura e di reportage urbano, oltre a realizzare progetti fotografici artistici.
Ha esposto i suoi lavori in numerose località italiane tra cui Milano, Venezia, Trieste, Bologna ed internazionali (Croazia e Cile).

ArchiNatura
Come possono dialogare gli elementi architettonici con la natura che li accoglie? Tra le molteplici possibili risposte, Michele Levis analizza qui due diverse modalità di contatto. Le linee sinuose del progetto di Zaha Adid per il Museo della Montagna di Plan de Corones si fondono, senza perdere la propria cifra stilistica, nel paesaggio circostante, riprendendo le forme e i colori nell’uso dei materiali e riflettendo i panorami attraverso le grandi vetrate a specchio.
Le creazioni di Werner Tscholl, in particolare l’osservatorio Telescope e il museo del Passo Rombo, sembrano invece “appoggiate” in luoghi impervi. Il dialogo qui non è nelle forme né nei materiali, ma nella funzione. La forma stessa delle strutture, simile a quella dei grandi telescopi, obbliga a guardare il paesaggio da un mirino attraverso il quale la potenza della natura ci mette al centro della scena. Anziché osservatori diventiamo noi il punto da osservare.

Eric ManKacen
A 14 anni ha scattato la sua prima foto analogica. Non l’ha mai sviluppata e, fino ad oggi, gli è rimasta la curiosità di vedere il risultato.
Solo a distanza di anni, appassionandosi al cinema d’autore, ha intrapreso un percorso di ricerca interiore e ha deciso di dedicarsi alla fotografia.
Con dieci anni d’esperienza amatoriale e una carriera di professore di matematica ha capito che quella era la sua strada e ha dedicato un anno ad affinare lo sguardo. Si dice che le opportunità vadano colte al volo ed Erik lo ha fatto.

ArchiNatura
Cucao è una località rurale del sud del Cile situata a ovest dell’isola di Chiloé, nella regione dei laghi. Sorge all’estremo ovest del lago Cucao in una lingua di terra di fronte all’Oceano Pacifico.
Si dice sia la spiaggia di più difficile accesso di tutta la costa cilena. Si può entrare solo con la bassa marea.
La sua bellezza sta proprio nel suo isolamento. La sabbia, lambita da un mare spettacolare, registra ogni minimo passaggio umano o animale.
E’ tra i profili e le ombre di queste dune isolate, in un pomeriggio assolato, che Eric, in continua ricerca di nuovi segni grafici, ha incontrato queste immagini.


Luogo 
Fotostudio L+M di Michele Levis Via F.lli Rosselli 8c. Bologna . Italy

Data
26 – 30 settembre 2017
Opening: Martedì 26 settembre 2017, ore 18.00
Orari: dalle 17.00 alle 21.00 - Mercoledì 27 fino alla mezzanotte

Info e contatti
Mail info@fotostudiolevis.com
Facebook Fotostudio L+M di Michele Levis www.facebook.com/fotostudiolm/ 
Hashtag ufficiali #bolognadesignweek #Archinatura #FotostudioLM

Team di progetto
Progetto e organizzazione Fotostudio L+M di Michele Levis
Fotografie Michele Levis - Eric Mankacen
Allestimento Lorena Zúñiga Aguilera architetto
Comunicazione Giorgio De Luca

Potete seguire l’evoluzione del progetto attraverso l’apposito evento Facebook raggiungibile al seguente link.
Potete inoltre trovare approfondimenti e informazioni riguardanti la manifestazione sul sito ufficiale della Bologna Design Week - www.bolognadesignweek.com.



E' un grande piacere poter collaborare ancora una volta insieme ad altri amici e professionisti ad un evento fotografico di grande spessore, in un team di progetto davvero unico ed affiatato dal punto di vista umano e professionale.

A questo punto non ci resta che darci appuntamento a Bologna. A presto!

martedì 1 agosto 2017

Ciao Giuseppe, custode e guida espertissima di una delle più belle architetture mai realizzate: la Tomba Brion del maestro Carlo Scarpa.

Nella notte tra sabato e domenica ad Altivole (TV) si è spento all'età di 86 anni Giuseppe Marcolin, un nome ai più sconosciuto. Ma se aggiungiamo che Giuseppe è stato per oltre un ventennio custode e guida espertissima di una delle più belle architetture mai realizzate, la Tomba Brion del maestro Carlo Scarpa, saranno moltissimi gli appassionati di architettura e visitatori del luogo che lo ricorderanno con stima, simpatia ed affetto essendo stato un volto notissimo ai tanti che avevano ammirato la bellezza della tomba monumentale.

Tomba Brion . foto di giorgio de luca 2016

Nel tempo ha accompagnato con i suoi modi sempre gentili e disponibili personaggi di tutti i tipi in visita alla Tomba Brion, spiegandone per filo e per segno, spesso in dialetto, dettagli, particolari e curiosità. Tra i tantissimi ha Giuseppe ha fatto da cicerone al filosofo Massimo Cacciari, a Francois Mitterand (l’ex presidente di Francia) e, persino, al critico d’arte Vittorio Sgarbi, innamoratissimo, come Giuseppe, dell’opera di Scarpa

Giuseppe era nipote e figlioccio dell’industriale Brion, patron della Brionvega. Dopo la morte dell’imprenditore aveva collaborato con Carlo Scarpa, diventando poi custode del monumento, oltre che testimonianza vivente della poetica che aveva portato il famoso architetto al compimento dell’opera.

Ciao Giuseppe



sabato 1 luglio 2017

La mail art e la mia partecipazione alla Biennale 2017

Qualche settimana fa ho ripreso in mano gli acquerelli e mi son ritrovato ad aggiungere colori ed effetti a diversi fogli di carta...
Negli stessi giorni tra l'altro mi stavo informando e soffermando sulla mail art o arte postale.

La mail art è un movimento artistico che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l'invio di opere generalmente di piccolo formato creando così uno scambio ed un'interazione tra mittente e destinatario. La mail art che viene considerata arte solo dopo la sua spedizione, ha come caratteristica fondante lo scambio non commerciale tra le parti.

I mail artisti solitamente si scambiano opere in forma di lettere illustrate, fanzine, timbri, buste decorate o illustrate, figurine d’artista, cartoline, "francobolli d'artista" (artistamp), interviste postali e oggetti tridimensionali come ad esempio i 'Libri d'Artista' Artist-Book.

La comunità degli artisti postali da valore alla interazione tra i partecipanti e promuove un'etica di egualitarismo che spesso aggira i circuiti ufficiali dell'arte fatti di musei, gallerie e fiere. I mail artisti fanno affidamento sulla rete di contatti come principale metodo di diffusione del loro lavoro, piuttosto che dipendere dall'abilità nel trovare spazi espositivi.
Gli artisti di mail art vengono regolarmente coinvolti sullo sviluppo di tematiche specifiche per poi realizzare mostre o pubblicazioni.
E'  stata una call di mail art a farmi venire la voglia di cimentarmi in questo che per me è stato un gioco, senza alcuna velleità di trasformarmi e definirmi artista ma semplicemente per divertirmi con i colori.
Siete invitati a partecipare alla Prima Biennale Internazionale di Arte Postale a Venezia dal 17 giugno al 10 agosto 2017 a Palazzo Zenobio e curata da Ruggero Maggi.
Tema: Il Dalai Lama ed il Tibet
Visti i tempi stretti di organizzazione e conferma dell'evento c'era anche la possibilità di inviare i materiali ad evento iniziato.

E' stata questa chiamata a farmi dire "perché no?" e così carta, colori e materiali alla mano ho realizzato quella che per me è stata la prima mail art in assoluto che successivamente ho spedito al curatore. E oggi mi è arrivato un sms che ho letto con misto di sorpresa ed emozione, che confermava la ricezione da parte di Ruggero Maggi della mia mail art e l'ammissione all'esposizione a partire dal 6 luglio, essendo l'evento già inaugurato, Prima Biennale Internazionale di Arte Postale a Venezia in concomitanza con la Biennale d'Arte.

Medita(c)tion





Così il mio primo esperimento di mail art finirà direttamente in un evento collaterale della Biennale presso il Padiglione Tibet.

I lavori rimarranno nell'archivio di Padiglione Tibet e a fine evento verrà realizzata una documentazione dell'intero progetto.

E son soddisfazioni... 

sabato 17 giugno 2017

La magia di Venezia, anche con lo sciopero.

A volte il lavoro ti porta in posti meravigliosi, come Venezia, nonostante lo sciopero.

Un vero luna park di panorami, suoni, cultura, storia e arte e con tanto di montagne russe. Ooops volevo dire veneziane. People Mover, una avenieristica navetta che sorvola Venezia regalando visuali inedite.

foto di giorgio de luca

foto di giorgio de luca

Una giornata di sciopero dei trasporti e Venezia riesce ad offrire una giornata ancor più speciale di quanto ci si possa immaginare, tra calli deserte, canali sgombri da molte imbarcazioni e vaporetti e una veloce colazione in compagnia di alcuni scioperanti chiassosi e festosi.
L'attraversata del canale della Giudecca al mattino, in un vaporetto quasi vuoto,  regala due chiacchiere con il pilota e il marinaio in servizio, incontrati nuovamente la sera durante il rientro, oramai esausti di ripetere sempre e solo la stessa breve tratta tra i soliti due imbarcaderi.
Una giornata soleggiata e molto calda (per questo difficile), ma da annoverare tra quelle decisamente interessanti.

foto di giorgio de luca

E così aspettiamo di tornare per Damien Hirst e per la Biennale.

giovedì 8 giugno 2017

KINDERBAUHAUS. La trascrizione ed il racconto dell’esperienza creativa di Villacolle.

Esiste un luogo dove i bambini possono crescere grazie ad un progetto educativo basato principalmente sulla creatività. Questo luogo è Villacolle, un piccolo borgo alla periferia di Bari, immerso tra ampi spazi verdi e a due passi dal mare. Una sorta di scuola delle arti, una scuola laboratorio che gioca con le immagini, le parole, la natura. Vi abbiamo già parlato di questa incredibile esperienza (link) che oggi diventa storia, diventa libro.


KINDERBAUHAUS è infatti la prima pubblicazione dedicata a questo metodo educativo. Il racconto di un luogo e di un progetto che interpreta e rivive il senso profondo di quella che fu l’esperienza della Bauhaus, intesa quale comunità creativa


Due parole apparentemente semplici ma ricche di significato e che accostate, definiscono a pieno il metodo didattico che Alma, Annika e Bepi adottano per far crescere i bimbi nell’attenzione al bello e nell’armonia. Un metodo unico o quasi nel suo genere, basato sull’imparare facendo con una ricetta i cui ingredienti sono creatività, fantasia e semplicità.


E questa pubblicazione è il racconto della nascita di questa splendida esperienza: dall’idea di base ai presupposti educativi e pedagogici, dalle esperienze dei primi passi agli obiettivi e agli strumenti adottati per lo sviluppo dei bimbi. Visto la particolare esperienza educativa, il testo non poteva non essere arricchito da numerose schede tecniche con spunti ed idee pratiche per attività didattiche creative.


Una lettura dedicata ad insegnanti ed educatori, nella speranza che questa esperienza possa presto essere presa di esempio e replicata in tante altre realtà, così da educare i nostri bimbi, uomini e donne di domani, al bello.

Allora siete tutti pronti per gustarvi questo frullato di creatività??



Alma Tigre, Annilka De Tullio, G. Bepi Petino 
Kinderbauhaus, non sottovalutatemi – Adda Editore, 2017

martedì 6 giugno 2017

Biotopo: un bagno salutare in acqua cristallina, pura come in natura.

Fin dai tempi antichi l’acqua è stata usata come strumento di purificazione e rilassamento. Ancora oggi si susseguono ricerche e studi che dimostrano e confermano che l’acqua ha un grande potere defaticante, riposante e rilassante, potere di gran lunga superiore ad ogni altra forma.

Oggi vorrei parlare di un particolare tipologia di piscina, completamente differente come concezione dalle classiche, una piscina sostenibile attenta alle esigenze dell’ambiente in cui viene inserita: il biotopo.

Il famoso biotopo progettato dall'architetto G. W.  Reinberg

I biotopi o biopiscine, chiamati anche laghetti o piscine naturali, si basano proprio sul fatto di sfruttare le caratteristiche dell’acqua così come si trovano in natura ispirandosi ai processi di purificazione che avvengono nei laghi naturali: forme armoniose, ricircolo dell'acqua, presenza di piante palustri e acquatiche adatte per la zona di rigenerazione, garantiscono la limpidezza dell'acqua e un risultato armonioso, sia dal punto di vista funzionale che da quello estetico.


E’ possibile infatti realizzare biopiscine dalle differenti caratteristiche estetiche grazie all'abbinamento di diversi materiali, per rispondere alle esigenze e alle preferenze di ognuno.


Il rumore ed il mormorio dell’acqua, il colore verdastro delle acque profonde, i riflessi delle superfici contraddistinguono questa tipologia di piscina estremamente sostenibile in grado di trasmettere sensazioni rilassanti e piacevoli, offrendo la possibilità di vivere una piscina a diretto contatto con la natura, garantendo comodità ed pulizia.




Buon bagno nella natura!

mercoledì 24 maggio 2017

Aspettando Damien Hirst tra le calli di Venezia...

Ero piuttosto giovane quando girovagando per Venezia, mi sono ritrovato in una nota e minuscola libreria, alla ricerca di qualche libro d'arte da sfogliare, da guardare più che da leggere. Era il periodo in cui mi cimentavo con colori vari ed acquarelli in (imbarazzanti) esperimenti artistici. Il mio occhio subito si è posato su un volume dal titolo Manuale per giovani artisti. L'arte raccontata da Damien Hirst.


E proprio grazie al suo racconto trasparente, trasgressivo e diretto, ho scoperto uno degli artisti contemporanei più popolari e controversi, Damien Hirst, innamorandomi via via delle sue opere e del suo stile irriverente.



E così non poteva sfuggire alla mia attenzione la realizzazione della mostra a lui dedicata nella vicina e suggestiva cornice di Venezia, in concomitanza tra l'altro con la Biennale d'Arte.


TREASURES FROM THE WRECK OF THE UNBELIEVABLE
DAMIEN HIRST
A cura di Elena Geuna

Da domenica 9 aprile a domenica 3 dicembre 2017 Palazzo Grassi – Punta della Dogana – Pinault Collection presenta ‘Treasures from the Wreck of the Unbelievable’. La mostra curata da Elena Geuna, costituisce la prima grande personale dedicata a Damien Hirst in Italia, dopo la retrospettiva presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli del 2004.
La mostra si estende lungo i 5.000 metri quadrati espositivi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, le due sedi veneziane della Pinault Collection che per la prima volta sono entrambe affidate a un singolo artista.
‘Treasures from the Wreck of the Unbelievable’ è un progetto complesso e ambizioso, la cui realizzazione si è protratta lungo diversi anni. Eccezionale nelle dimensioni e nei propositi, la mostra racconta la storia dell’antico naufragio della grande nave ‘Unbelievable’ (Apistos il nome originale in greco antico) e ne espone il prezioso carico riscoperto: l’imponente collezione appartenuta al liberto Aulus Calidius Amotan, conosciuto come Cif Amotan II, destinata a un leggendario tempio dedicato al Dio Sole in oriente.
La mostra si inserisce nel rapporto di lungo corso esistente tra l’artista e Pinault Collection.
Damien Hirst è una presenza imprescindibile per la Collezione e alcuni suoi lavori erano già stati presentati a Palazzo Grassi in occasione delle mostre collettive “Where Are We Going?” (2006), che traeva il titolo proprio dall’opera di Hirst “Where Are We Going? Where Do We Come From? Is There a Reason?”, e successivamente nella collettiva del 2007 “A Post – Pop selection”. Con “Treasures from the Wreck of the Unbelievable” la Pinault Collection accompagna l’artista inglese nella realizzazione di un sogno aprendogli contemporaneamente Palazzo Grassi e Punta della Dogana dove le opere dialogano in un gioco di specchi tra i due spazi espositivi.
L’esposizione in programma nel 2017 si inscrive nell’ampio ciclo di monografiche dedicate a grandi artisti contemporanei – Urs Fischer (2012), Rudolf Stingel (2013), Martial Raysse (2015) e Sigmar Polke (2016) – che si alternano alle mostre tematiche collettive, con opere della Collezione Pinault.





Se a convincervi a visitare la mostra dedicata a Damien Hirst non fosse bastata la stupenda cornice in cui è ospitata, la città lagunare con le sue splendide location, la grandezza dell'artista stesso e la maestosità dell'esposizione per bellezza e dimensioni, un ulteriore stimolo può arrivare da una lodevole iniziativa: le visite guidate gratuite del sabato pomeriggio.
Infatti l'organizzazione ha pensato di accompagnare i visitatori con due visite guidate, una per ogni sede espositiva, ad orari fissi: alle ore 15.00 la guida parte a Punta della Dogana, alle ore 17.00 a Palazzo Grassi.
Così con l'acquisto del solo biglietto di ingresso i singoli visitatori con il solo acquisto del biglietto e senza dover prenotare, avranno la possibilità di approfondire Damien Hirst, la sua vita e le sue opere, grazie alle guide che accompagneranno i visitatori in questo affascinante percorso espositivo...



Io non ho assolutamente dubbi... Non mancherò l'occasione di visitare la mostra e scoprire da vicino l'opera artistica di Damien Hirst.
Un particolare ringraziamento per le informazioni e per l'invito va a Giulia Granzotto (nella foto sopra), una delle adorabili guide del sabato pomeriggio.
A questo punto arrivederci a Venezia...