venerdì 13 novembre 2015

Studio Kanz, un luogo in cui immaginare liberamente spazi, oggetti e nuovi progetti da intraprendere.

Da sempre Venezia è una città di intrecci di popoli e culture, luogo di relazioni ed incontri tra il reale ed il magico. E’ in questa cornice unica al mondo, che tempo fa ho conosciuto una coppia di architetti Mauro Cazzaro e Antonella Maione i quali nella città lagunare hanno fondato Kanz Architetti, uno studio di progettazione basato sull'idea che la relazione naturale tra architettura, interni e prodotto sia lo spunto per la creazione dell'artificio insito nel progetto.
Kanz è il punto di incontro di esperienze professionali diverse e complementari, unite dalla voglia e necessità di lavorare liberi, con passione e divertimento: in pratica una scommessa.
I loro prodotti di design sembrano essere sospesi tra sperimentazione, artigianato e produzione industriale. Allo stesso tempo gli oggetti e le opere danno la sensazione di una amalgama armoniosa di questi elementi tra loro complementari.
Da un po’ di tempo con Mauro e Antonella si è creato un costante e continuo confronto sui temi dell’architettura e del design, ma è solo durante un tardo pomeriggio veneziano tra calli e ponti, che è nata l’idea di questa conversazione.

gdl Vi va se invece di parlare subito di voi partiamo da una piccola riflessione sul design? A volte percepisco questa disciplina non solo come un gesto artistico, ma il risultato di una intera filiera che passa attraverso formazione e sperimentazione, materiali e produzione, comunicazione e marketing. Quale è l’importanza di questa miscela per l’ottenimento di un risultato di qualità per un oggetto e un progetto di design?
KANZ Tutte le fasi che hai citato sono ugualmente importanti, hai centrato il problema. Per poter sperimentare è necessario conoscere le regole, quindi la formazione e una profonda conoscenza dei materiali e della produzione, acquisibili solo lavorando a stretto contatto con chi realizza l’oggetto, rendono possibile il superamento delle regole. Per non parlare della comunicazione che soprattutto oggi costituisce una materia imprescindibile e richiede addirittura un impegno superiore alla progettazione stessa. Inoltre teniamo a precisare che il nostro concetto di design ha poco a che fare con il gesto artistico perché crediamo che il vero scopo del progettista sia quello di creare oggetti usabili, meglio se innovativi, più che pezzi unici.

gdl Nel tempo vi è capitato di collaborare con l’università, il vostro è pertanto un osservatorio privilegiato sul design emergente. C’è un continuo confronto tra grandi maestri del design e giovani designer. Quale è il ruolo di ognuno in questo ampio settore e come le due fazioni, per così dire, dialogano tra loro?
KANZ Il rapporto tra i grandi maestri del passato e i giovani futuri designers è ottimo, gli studenti amano e rispettano i grandi nomi, sono il loro principale punto di riferimento. Il problema semmai è il rapporto con i maestri contemporanei di cui troppo poco si parla all’università e la cui conoscenza è demandata quasi esclusivamente alla curiosità personale. Il che è un peccato per la formazione del gusto e della mano dei progettisti che spesso si affacciano al mondo professionale non conoscendolo.


SANSO . 2015
tappeto in fibra ritorta di viscosa vegetale e lana
disegnato per HANDS ON DESIGN e prodotto da ARTEXA




gdl KANZ tra architettura e design. Come vivono in simbiosi queste due discipline nel vostro lavoro?
KANZ Siamo convinti che l'attività del progettista sia alla base della costruzione di qualsiasi oggetto complesso, sia esso un edificio o un prodotto, sia esso materiale o soltanto concettuale. Nel nostro lavoro in realtà le due discipline (architettura e design) non convivono in simbiosi, ma cerchiamo di affrontare tematiche a scala molto diversa con lo stesso approccio sperimentale e con la stessa attenzione al dettaglio e alla potenzialità di tecniche di lavorazione e materiali.


TAKE . 2013
caraffe e bicchieri in vetro borosilicato lavorato a mano 
photo credits Anna Mainenti ph

gdl Come nasce, cresce e vive un vostro progetto?
KANZ Se parliamo di prodotto, nasce in modo sempre diverso, a volte per caso, a volte osservando il mondo, altre volte ancora su commissione. Cresce e si sviluppa con il dialogo fra noi in primis, ma poi è fondamentale il confronto con gli attori del processo di produzione. Se sopravvive è già un successo.


VOLTAFACCIA . 2014 
tagliere in essenza di kotò e lamina di lavagna
photo credits Gianmarco Ciucciovè


gdl E’ facile legare la città di Venezia al mondo dell’architettura. Se non bastasse l’architettura diffusa nell’intera città, con architetture maggiori e minori, tra palazzi e monumenti, vi è la presenza di uno dei maggiori istituti di Architettura al mondo, lo IUAV. In questo contesto come si inserisce il vostro studio inteso come spazio fisico, lo SPAZIO KANZ?
KANZ  Il nostro studio non è solo un luogo di lavoro ma uno spazio pensato per stimolare la creatività ed accogliere la sperimentazione. Lo abbiamo scelto anche per le sue caratteristiche dimensionali, per la luce e la suggestione materica delle grandi superfici murarie, perché cercavamo un luogo che fosse adatto anche per esporre e ospitare. Il nostro  studio è la naturale prosecuzione del nostro principio ispiratore, un posto dove si incontrano le idee e le persone, un luogo in cui immaginare liberamente spazi, oggetti e nuovi progetti da intraprendere.


SPLASH . 2015
centrotavola in murrina (vetro di Murano - Venezia)
disegnato per Ercole Moretti
photo credits Mauro Cazzaro

gdl Cosa dobbiamo aspettarci da KANZ architetti e dallo SPAZIO KANZ? Qualche anticipazione sul vostro futuro?

KANZ Il nostro progetto più prossimo è quello di riproporre per la seconda volta l’esperienza di Ve.nice Stuff, un’esposizione di oggetti di design indipendente che ospiteremo nel nostro studio a dicembre.
L’idea è quella di riunire progettisti, grafici e artigiani che vivono, lavorano oppure semplicemente gravitano intorno a Venezia, tutti accomunati dalla voglia di creare prodotti virtuosi conservando un’autonomia progettuale, come alternativa all’offerta sempre più ampia di souvenir senza qualità che negli ultimi anni ha pesantemente invaso la città. Vorremmo comunicare  una Venezia reale, dove accadono delle cose, dove la gente lavora e soprattutto una città che è ancora capace di suggestionare ed ispirare.



KANZ architetti . Mauro e Antonella 
photo credits Anna Mainenti ph