giovedì 3 luglio 2014

Aree dismesse, una nuova opportunità

Il concetto di "area dismessa" è riferibile ad una vasta gamma di tipologie che includono le aree industriali, militari, portuali, storiche, dei servizi (macelli, ospedali, aree ferroviarie) fino a comprendere, più recentemente, alcune aree residenziali.

Una delle tante fabbriche e aree industriali dismesse

Pur considerando tutte le differenze che possono essere rilevate all'interno di questo grande gruppo, c'è un elemento che generalmente le accomuna: la centralità della loro collocazione all'interno del sistema urbano.
Molte città, infatti, si sono espanse in maniera considerevole negli ultimi quarant'anni e quelle che erano nate come aree periferiche rispetto al centro storico sono oggi centrali rispetto ad un'area urbanizzata che ha incluso i quartieri, le aree e talvolta i comuni di cintura.
In questo contesto si è inserita ed è cresciuta negli ultimi anni, una diffusa attenzione ai temi ambientali ed al consumo di territorio.
Il recupero delle aree dismesse può dare risposta a queste attenzioni rappresentando dunque, una grande opportunità per le nostre città perché la loro rigenerazione consente di rispondere alla domanda di servizi, dalle aree verdi all'assistenza, dalle aree per le attività sociali e il tempo libero alle aree destinate al commercio.
Esempi virtuosi possono trovarsi sparsi sul territorio sia nelle grandi città che nei piccoli paesi di provincia e periferia. Allo stesso modo ed in tutte le situazioni è evidente che le scelte delle funzioni e delle modalità costruttive di tutti gli interventi di recupero e trasformazione urbana devono oggi rispondere a criteri di qualità sociale, economica, ambientale, culturale.

Le aree dismesse rappresentano quindi un enorme potenziale di crescita ed innovazione sotto il profilo sociale, economico e ambientale, oltre che, naturalmente, urbanistico ed architettonico.

Milano - scali ferroviari

Un tema che dovrà vedere l'impegno e la collaborazione di soggetti privati, associazioni di categoria e pubbliche amministrazioni per fissare obbiettivi di interesse generale premiando la capacità di innovazione.