lunedì 17 ottobre 2016

Viaggio a Venezia tra progetti, oggetti e creatività: KANZ architetti.

Ma quanto dista la terra ferma da Venezia? E’ questo il piacevole viaggio da affrontare per riuscire ad incontrare Mauro ed Antonella, alias i KANZarchitetti.
Un viaggio disseminato di progettazioni, oggetti, creatività., che ogni volta riesce a stupire ed affascinare.

gdl Ancora una volta ci si incontra… Il vostro percorso e il vostro approccio sembra basarsi molto sul confronto e sull’incontro con altre realtà… Quali sono le aspettative e le speranze che accompagnano i vostri pensieri?
KANZ L'incontro con le altre realtà, come lo hai definito, per noi sembra una costante, veramente. Ce ne rendiamo conto nel momento in cui qualcuno ce lo fa notare, perché la dimensione del viaggio e dell'ospitalità è talmente presente nella nostra quotidianità da diventare una parte naturale della vita, non solo lavorativa. Quindi probabilmente, anzi sicuramente hai ragione, molto di quello che siamo e del nostro approccio alle cose risente dell'influenza di realtà esterne alla nostra, a volte ordinarie e a volte straordinarie.  Per quanto riguarda le nostre aspettative credo siano quelle di tutti, speriamo in un futuro un po' meno faticoso, soprattutto per le nuove generazioni, anche se vediamo con piacere dei giovanissimi che per l'essere diventati “grandi” in un'era di grande precarietà, tirano fuori delle risorse inattese che forse noi alla loro età lasciavamo riposare. Quindi tutto sommato il bilancio è positivo ;-)

TAKE . 2013
caraffe e bicchieri in vetro borosilicato lavorato a mano
collezione KANZ

gdl Abbiamo visto e letto di voi in varie occasioni ed in particolare in occasione della vostra partecipazione al Fuori Salone. Di cosa si è arricchito il vostro bagaglio durante questa nuova avventura?
KANZ A proposito di incontro con altre realtà, il Fuori Salone per noi è stato soprattutto questo. A Lambrate Ventura, partecipando a Bloft, abbiamo avuto modo di ritrovare molti bravi colleghi e di conoscerne di nuovi, sono stati incontri che hanno condotto alla creazione di legami e collaborazioni importanti. Pensa che solo pochi mesi dopo - a Settembre - Bloft è sbarcato a Venezia, con tutto l'entusiasmo ed il coraggio dei partecipanti provenienti da tutta Italia. L'altro incontro per noi straordinario è stato quello con gli artefici dei nostri prodotti disegnati per Hands on Design: gli artigiani giapponesi di 224 Porcelain e Risogama. Vedevamo i prodotti finiti dal vero per la prima volta, insieme a coloro che li avevano materialmente realizzati, è stato emozionante. Abbiamo potuto apprezzare di persona l'abilità, la precisione, la profondità, l'amore per il proprio lavoro, in una parola l'altissima professionalità degli artigiani giapponesi di Arita che rende la ceramica lì prodotta famosa in tutto il mondo. Arita è stata tra l'altro la vera scoperta e la novità del Salone del Mobile 2016.

M.U.M . 2016 
teiera in ceramica
collezione KANZ

gdl Due dei vostri prodotti realizzati per Hand on Design, tata e ‎Bombette, sono stati premiati all’Arita International Ceramic Competition, prestigioso concorso internazionale nato nel 1896 e giunto alla 113° edizione, dedicato ai manufatti artistici ed ai prodotti commerciali realizzati in ‪‎ceramica e ‪porcellana. Come sono nati questi due progetti?
KANZ Bombette è nato sotto la doccia osservando le proporzioni delle manopole per l'acqua calda e fredda. Non è uno scherzo, abbiamo in seguito scoperto che non è neppure un caso e che la maggior parte dei creativi hanno le idee migliori sotto la doccia. Poi nell'incontro tra l'idea iniziale e la funzione da assolvere, naturalmente è avvenuta la trasformazione e l'introduzione di tutti i dettagli che formano le Bombette.
Il set da tè Tata nasce dall'idea di voler creare una “famiglia” di oggetti, in cui il pezzo principale, la teiera appunto, avesse una forma femminile e rassicurante, come una tata con i suoi piccoli che le stanno attaccati alla gonna.


BOMBETTE designed by Kanz Architetti for Hands on Design
manifacture Risogama

gdl Cosa significa e quale importanza ha nel vostro percorso questo prestigioso riconoscimento?
KANZ E' stato un enorme piacere sapere che Risogama e 224 Porcelain abbiano creduto così tanto nei nostri progetti da portarli al prestigioso concorso di Arita. La soddisfazione più grande è stata vincere un premio non cercato, ma arrivato da solo.

TATA designed by Kanz Architetti for Hands on Design
manifacture 224 porcelain

gdl Sempre più si parla dei KANZ architetti, di nuove collaborazioni, nuovi prodotti, nuovi eventi. Verso quali nuove mete state viaggiando?
KANZ La meta più prossima sarà Operae a Torino, dal 3 al 6 novembre, a cui parteciperemo anche con dei prodotti inediti che siamo molto curiosi di presentare in questo contesto.
L'evento immediatamente successivo, a cui stiamo lavorando già da qualche mese, è la terza edizione di Ve.NICE STUFF, che quest'anno si terrà dall'8 all'11 dicembre a Palzzzo Donà Brusa, già sede della Fondazione Signum in Campo San Polo a Venezia. Come sai abbiamo ideato Ve.NICE STUFF due anni fa, ospitando nel nostro studio di Campo San Giacomo dell'Orio una ventina di designer indipendenti nel settore del prodotto, del fashion e della grafica. L'idea di base non è cambiata, dare spazio e visibilità a prodotti di design virtuoso in una città come Venezia che a volte può essere soffocante, per quanto sovrabbonda di prodotti turistici senza qualità alcuna. Vogliamo affermare, e crediamo che già le prime due edizioni abbiano trasmesso questo concetto ai tanti che hanno aderito e visitato la mostra, che Venezia è ancora una città capace di creare oppure di attrarre una creatività di qualità molto elevata, come accade nei maggiori centri di interesse in Europa e nel mondo, per quanto turistici possano essere diventati nel corso degli anni. Quest'anno, forti del successo delle due precedenti edizioni, abbiamo coinvolto l'Università di Venezia, il Comune, la Confcommercio e la Regione. Nel programma ci sarà anche una conferenza, il giorno venerdì 9 dicembre, che tratterà il difficile tema del rapporto tra design indipendente e imprenditorialità, cercheremo di raccontare che la creatività e l'imprenditorialità possono andare insieme, cercheremo di stimolare la creazione di relazioni e la voglia di fare impresa dei creativi emergenti. Stiamo investendo molto tempo e risorse in questo progetto perché ci crediamo e perché ci sembra che la nostra città abbia un estremo bisogno di iniziative simili. In un certo qual modo lo dedichiamo a Venezia.

gdl Aspettando di incontrarci nuovamente per le calli veneziane, vi saluto. Bentornati a casa KANZ!

KANZ Grazie a te, vediamoci presto e naturalmente ti aspettiamo per un brindisi a Ve.NICE!

KANZ architetti . Mauro e Antonella


lunedì 3 ottobre 2016

BOLOGNA A/R. In viaggio per la Bologna Design Week.

Si è conclusa la permanenza bolognese, 
in occasione della Bologna Design Week.
La partecipazione al team di progetto dell'esposizione
Un percorso sul filo della creatività. Fashion&Design

in qualità di responsabile della comunicazione,
mi ha riportato nuovamente a Bologna.


Un reportage in pillole fotografiche,
per raccontare e ricordare questa esperienza.


... strumenti di lavoro ...

... le due torri ...

... i portici e le location ...


Lorena Zuniga architetto espone la sua opera 
prima in collaborazione con Atanor,
presso l'ex Ospedale Bastardini.



 Palazzo Isolani e il team ucraino ...
  


Esposizione omaggio a Ultramobile e Dino Gavina
curato da Elena Brigi e Daniele Vincenzi





... fashion&design ...


... bella gente ...

... brindisi ...

... musica ...

... fotografie ...

... tecnologia ...
  
... ancora fashion, design e designer ... 


... bella e strana gente ...



... tanto lavoro ...

... tanto divertimento ...

Thanks Bologna ...

... and bye bye.


All'intera organizzazione BDW2016,
alla curatrice, al team e ai collaboratori dell'ex atelier Corradi,
ai designer ospitati da noi e non,
ai visitatori, 
agli amici passati a trovarmi,
ai professionisti incontrati e conosciuti, 
un grande GRAZIE.


ulteriori informazioni

www.bolognadesignweek.com
Un percorso sul filo della creatività. Fashion&Design pagina Facebook

mercoledì 21 settembre 2016

Ci avviciniamo velocemente alla seconda edizione della Bologna Design Week...

Ancora una volta il centro storico bolognese sarà invaso di design in occasione della seconda edizione della Bologna Design Week, la manifestazione dedicata alla cultura del design ed alla valorizzazione del territorio.

Bologna Design Week è un evento culturale che mappa la creatività diffusa, attivando collaborazioni inedite tra istituzioni, imprese, progettisti, università, enti di ricerca, associazioni e privati.


Per una settimana la Bologna Design Week coinvolgerà antichi palazzi della città, gallerie e location inedite, che verranno riconfigurati per accogliere mostre, workshop, esposizioni, presentazioni di volumi, conferenze e design talks, per riunire le eccellenze culturali, produttive e creative del territorio, in un sistema integrato di comunicazione che permetta l’attivazione di sinergie tra industria, cultura e creatività.

Molti sono gli eventi imperdibili di questa edizione che potete trovare nel programma completo della manifestazione.

Come lo scorso anno, per me sarà l'occasione di vedere da vicino quanto accadrà presso l'ex atelier Corradi, ora Cavallo Spose. Questo luogo magico, rappresenta una perla dell'architettura bolognese del Novecento, un luogo dove bellezza si è fermata nel tempo.
Potete ammirare tale bellezza in questi splendidi scatti realizzati da Michele Levis del Fotostudio L+M.





E' qui infatti che sarà ospitata l'esposizione Un percorso sul filo della creatività - Fashion & Design, curata da Lorena Zúñiga, con cui ho il piacere di collaborare insieme ad altri professionisti, in un team di progetto davvero unico ed affiatato dal punto di vista umano e professionale.


Presso l'ex atelier Corradi è un gran fermento tra set fotografici, sopralluoghi, allestimenti, affinché tutto sia pronto per l'esposizione della prossima settimana... 

Da parte mia, buona Bologna Design Week a tutti!!!



Potete trovare approfondimenti e informazioni:
Bologna Design Week - www.bolognadesignweek.com

mercoledì 14 settembre 2016

Andrea Reggiani, la ceramica tra artigianato, design e arte.

Gironzolando nel cuore di Venezia, tra calli e ponti, non è difficile imbattersi in un luogo affascinante, un laboratorio di progettazione e produzione ceramica. E’ proprio a Campo Santa Margherita che nasce e vive Reggiani Ceramica.
Ho avuto il piacere di incontrare Andrea Reggiani, durante alcune esposizioni e finalmente c’è stata l’occasione di fermarci a chiacchierare. Romano d’origine, dopo essersi formato allo IUAV, avvia questa attività spinto da una forte passione, scegliendo proprio Venezia come luogo dove mettere le sue radici artistiche, creando relazioni e collaborazioni che rispecchiano una delle caratteristiche che rendono unica, se ancora ce ne fosse bisogno, la famosa città lagunare: l’incontro e la convivenza di molte culture.


gdl Andrea, la ceramica è diventata la tua passione ed il tuo lavoro… Da dove ha origine la scelta della ceramica?

AR Il primo contatto con la ceramica fu durante le scuole superiori. All'epoca frequentavo il Liceo Artistico Modigliani di Padova, tra le varie attività che davano libertà alla fantasia era presente un corso di figura e modellato dove, dal disegno, si poteva plasmare mediante l'argilla, dai piccoli bassorilievi alle figure a tuttotondo. Non fu però uno dei corsi in cui spiccavo per bravura ma fu più una “lenta tortura” fatta per la maggior parte di rotture e fallimenti. La sola modellazione figurativa e decorativa di statue, mezzi busti e particolari del David di Michelangelo, mi fece definitivamente odiare questa materia. Da li a poco ci fu la possibilità di partecipare ad un workshop presso alcuni laboratori di incisione. Fu una buona scusa per farmi dieci giorni ad Urbino presso La corte della Miniera. Una vecchia Miniera restaurata tra le colline marchigiane in piena primavera. Subito conobbi il mio futuro mentore, Roberto Aiudi, un giovane ceramista dalle  grandi capacità artistiche e didattiche. Lui faceva oggetti “utili”, cose da usare ogni giorno. Colori, pigmenti, forni incandescenti e tecniche antiche rendevano i suoi pezzi unici e pieni di forza, rispecchiavano lui, il suo carattere e la sua sensibilità. Rimasi folgorato, anzi cotto. Da questo iniziò la mia passione e l'amore per questa arte senza tempo.


gdl I tuoi prodotti si collocano a  metà tra oggetti artigianali e opere d’arte. Quale è la tua visione su questo aspetto? Ti senti più artigiano o artista?

AR Un oggetto o un opera “d'arte” sono per me l'equilibrio tra tecniche artigianali e capacità progettuali che si materializzano in qualcosa che non ci si stanca mai di guardare. Mi definisco un artigiano con buone capacità progettuali.


gdl La lavorazione della ceramica ha origini e sfrutta tecniche antiche. Quanto è importante la sperimentazione e la ricerca per abbinare a queste tecniche quel qualcosa in più che caratterizza i tuoi prodotti?

AR Spesso l'errore che sembra compromettere un lavoro non è altro che una nuova strada. Quello che all'inizio sembra un difetto diventa invece il punto di inizio per una nuova fase di ricerca e sperimentazione. E' cosi che molti dei miei lavori sono nati. E' fondamentale produrre ma lo è anche sperimentare, saper fare e saper sbagliare, una cosa che mi stimola e fa crescere non solo come artigiano.
gdl Rimanendo in tema di sperimentazione, hai dato vita ad un ambizioso ed interessantissimo progetto di stampa 3D applicato alla ceramica. Da dove nasce l’idea?
AR Il progetto nasce come sperimentazione del processo di stampa 3D applicata alla tradizione dei materiali ceramici. La macchina viene progettata e costruita artigianalmente nel mio laboratorio. I materiali e i processi si uniscono in una serie di test che esplorano i diversi gradi di interazione tra questi due mondi generando cosi una serie di forme non riproducibili con i classici strumenti e tecniche ceramiche.


gdl La tecnica della stampa 3D si va diffondendo sempre più. Come si armonizza questa tecnica moderna con un materiale e tecniche antiche?

AR La trasparenza della porcellana, il colore rosso della terracotta e le ruvide superfici del refrattario diventano velocemente oggetti e pezzi unici essendo il risultato di una serie di variabili matematiche/digitali e fisico/materiche. Le successive tecniche di cottura, finitura e colore sono le stesse che vengono usate da centinaia di anni nella tradizione ceramica.



gdl Quali sono i risultati che è possibile ottenere con la stampa 3D della ceramica e quali caratteristiche particolari ottengono i prodotti da te realizzati?

AR La Macchina/Robot che genera le forme lavora per sezioni/layer, i vari strati vengono depositati uno sull'altro. Questo permette di creare forme e sezioni molto complesse con spessori anche di due millimetri. La caratteristica principale che distingue questo tipo di processo è il grande numero di strati che compongono l'oggetto. Questa texture, che caratterizza il prodotto, non è mai identica, rendendo ogni oggetto unico grazie a delle piccole varianti della superficie. Quello che all'inizio sembra un difetto diventa invece il punto di inizio per una nuova fase di ricerca. Lo sguardo e le mani interagiscono con la macchina in movimento creando affascinanti errori non programmati. Nasce cosi l'interazione tra processo digitale e processo analogico.



gdl Quali sono gli sviluppi ed obbiettivi futuri di questo progetto che continua con grande successo?

AR L'errore è da sempre un mettersi in gioco e una nuova sfida. I nuovi progetti di stampa 3d sono legati alla trasparenza della porcellana e all’interazione con la luce  per illuminare gli ambienti della casa.



gdl Grazie mille Andrea, ci rivedremo presto ancora tra ponti e calli veneziane.