domenica 1 maggio 2022

Bassano del Grappa espone...

 Domenicale visita al Museo Civico di Bassano del Grappa. 

Alcuni momenti rubati alle esposizioni temporanee e permanenti ospitate nella splendida cornice dei locali.




 Ruth Orkin Leggenda della fotografia 

Catturare sentimenti, espressioni e suggestioni nei volti, ritratti e paesaggi
nei sublimi e delicati scatti in bianco e nero. 




 

 



 Antonio Canova  Ebe 






 Matthias Schaller . Antonio Canova 




 esposizione permanente 


 




 

Mail Art natalizie

La mia partecipazione al progetto di 𝐌𝐚𝐒π₯ 𝐀𝐫𝐭 𝐏𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭 "π‡πŽπ‹π˜ π‚π‡π‘πˆπ’π“πŒπ€π’ - 𝐬𝐩𝐫𝐞𝐚𝐝 𝐉𝐨𝐲 & π‡π¨π©πž" catturata nell’8° video della Mostra Virtuale. 


Nel 6° video anche la mail art della mia piccola Greta, la prima partecipazione ad una call per lei...


sabato 29 gennaio 2022

Camping Fusina progettato da Carlo Scarpa

A volte il lavoro mi porta in luoghi che ancora non conosco ma i cui nomi mi riportano alla mente avvenimenti, monumenti o architetture che ancora non ho avuto l'occasione di vedere o visitare dal vivo.

Questa volta Γ¨ toccato a Fusina (VE), dove Γ¨ presente un’opera tuttora poco conosciuta progettata da Carlo Scarpa. Si tratta del Camping Fusina, costruito alla foce del naviglio del Brenta fra il 1957 e il ’59 e tutt’oggi in funzione.




E così ecco qualche fugace fotografia dell'edificio di ingresso al Camping Fusina.




Sicuramente il periodo non Γ¨ il migliore per vedere la vitalitΓ  di un luogo come un campeggio. Inoltre questa prima visita mi porta a riflettere sulla posizione di questa opera di architettura che contrasta con la vicinissima zona industriale, una tra le piΓΉ vaste in Italia, che risulta per molti aspetti poco curata, poco pulita e dove sono presenti edifici di tutt'altra natura e cura trattandosi di edifici produttivi. Un vero peccato, anche per la natura della tipologia del luogo, che forse (Γ¨ solo un pensiero a voce alta) non valorizza a pieno il Camping Fusina, che dovrebbe vivere in armonia con il contesto ambientale in cui Γ¨ inserito. 


Di seguito riporto alcune informazioni reperite sul sito del Camping Fusina.

La penisola dove sorge il Camping Fusina Γ¨ una striscia di terra che si estende tra due acque: da una lato la meravigliosa laguna con la caratteristica vegetazione e le tipiche barene, dall'altro il suggestivo Naviglio Brenta con i suoi scorci e colori che fanno da sfondo alle meravigliose Ville Venete.

Il design di Carlo Scarpa

Solo i piΓΉ appassionati studiosi dell’opera di Carlo Scarpa sanno che il Camping Fusina Γ¨ stato concepito proprio dal genio del maestro veneziano. Fu nel 1957, anno in cui il progetto per il Camping Fusina fu affidato a Carlo Scarpa, che si concretizzΓ² la realizzazione di diversi manufatti relazionati fra loro da un lungo viale rettilineo alberato, nonchΓ© la sistemazione di un’ampia area verde sulla laguna, con vista su Venezia.

L'edificio destinato all'accoglienza presenta pianta circolare ed Γ¨ costituito da un anello di base in calcestruzzo protetto da una copertura a vela sostenuta da tre esili pilastri in ferro.

L'edificio del bar-ristorante presenta un impianto in movimento ottenuto per mezzo di setti murari in blocchi intonacati e in laterizio faccia a vista. Una suggestiva scala esterna in ferro con gradini a sbalzo conduce ad una terrazza. Il serramento del bar Γ¨ realizzato in doppio ordine, con movimento ad angolo, montato su trave metallica a sbalzo e la parte sottostante Γ¨ apribile tramite una serie di porte a bilico.

L'edificio dei servizi si sviluppa intorno a un muro in mattoni a vista a greca. La copertura Γ¨ ottenuta con elementi piani a pensilina, posti a livelli sfalsati.


Dal sito del Camping Fusina Γ¨ inoltre possibile scaricare un interessante Catalogo "Carlo Scarpa" - Disegni Inediti e Fotografie" (link).

lunedì 24 gennaio 2022

Patrizia Di Costanzo - Lo sguardo delle cose

 Non hai mai sentito dire
Che la bellezza delle cose
Ama nascondersi

Non hai mai sentito dire
Che la bellezza delle cose
Ama sorprenderci

Carmen Consoli


Riprendo dopo molto tempo le conversazioni sui temi dell’architettura, del design e dell’arte

Lo faccio seppur con un notevole ritardo, in compagnia di Patrizia Di Costanzo, architetto e docente, che qualche tempo fa mi ha inviato il suo volume Lo sguardo delle cose (link), un testo che raccoglie i momenti del suo percorso professionale. 

E allora lascio la parola a Patrizia cercando di avvicinarvi a quel percorso cosΓ¬ coinvolgente contenuto nel libro, ma non solo e tra poco lo scopriremo…


gdl Patrizia, il tuo libro parla di te, della tua crescita professionale. Ma vi Γ¨ dietro un filo conduttore, la ricerca del bello. Ci vuoi raccontare questo fil rouge?

pdc Un libro, una raccolta sono un momento di riflessione e di “messa a punto” con sΓ© stessi prima che con gli altri, una azione quasi necessaria per chi ha dedicato parte di una vita, con passione e dedizione, ad un tema. Dietro la ricerca del bello, come elemento educativo, di accrescimento, di conoscenza e sensibilitΓ , come prima lettura, del mio “Lo sguardo delle cose … c’Γ¨ una seconda lettura: anche le cose hanno uno sguardo “a volte piΓΉ acuto del nostro”. Le cose non solo “ci restituiscono appieno l’attenzione, toccando le corde profonde della sensibilitΓ ”, ma anzi “arrivano a suggerirci percorsi idonei fino all’architettura, al design, … al progetto”. Il progetto! Questo Γ¨ il vero obiettivo delle mie ricerche.


gdl Il tuo Γ¨ un continuo racconto che va oltre al libro ma che continua quotidianamente attraverso i social. Ci vuoi raccontare il perchΓ© di questa scelta e dove possiamo seguirti? 

pdc Sono sulla piattaforma Facebook dal 2008, sotto il mio nome, per caso e quasi forzatamente iscritta da un’amica, me ne appassiono e solo dopo, ho individuato una modalitΓ  piΓΉ adatta alle mie corde: meno esteriori, alla ricerca di analogie…; prima solo per me stessa, per comunicare, poi per condividere, dato che i miei Post iniziano ad essere seguiti, commentati.
Da sempre attenta ai cambiamenti dei gusti e delle esigenze della societΓ , non potevo non prendere in considerazione questo potente strumento di comunicazione e timidamente prima, poi sempre piΓΉ consapevole ho iniziato a postare, taggare, linkare... linguaggio gergale che ormai fa parte del nostro quotidiano, partendo da un concetto di Oscar Niemeyer che mi colpì molto per la sua apparente semplicitΓ , “Fare architettura è fare bellezza, bellezza non intesa come valore solo per chi la crea, ma soprattutto per chi la vive”.
Comunicare l’architettura e il design, attraverso l’estetica di altre discipline Γ¨ una scelta di campo precisa che ha caratterizzato tutto il mio percorso professionale.
È dunque con questo incipit che ho cominciato a ricercare, mettere insieme e costruire percorsi fatti di immagini, traendo suggerimenti per la realizzazione del mio immaginario anche da altre discipline, interessi e passioni, miei da sempre (arte, design, fotografia, grafica, moda, musica), convergenti a stessi risultati partendo da approcci apparentemente distanti, scoprendo che arrivano a suggerirci percorsi idonei fino all’architettura, al design, al progetto insomma.
Facebook rappresenta per me proprio questo: far partecipi altri delle mie esperienze, dei miei riferimenti, comunicare attraverso le immagini certezze, ricerche, ma anche dubbi, ipotesi, lasciare percorsi per chi li vuole e li sa leggere. Dare quindi l’opportunitΓ  di avviare, cosΓ¬, una nuova creativitΓ  che permetta di ridefinire i confini e il rapporto tradizionale tra individuale e collettivo.




gdl È un racconto per immagini che scegli con minuziosa attenzione. Cosa devono trasmettere e come selezioni le immagini che proponi ogni giorno?
Ogni immagine che pubblichi sembra volerci far riflettere: Γ¨ un invito ad osservare i dettagli, i particolari e a riflettere su quel percorso che ha portato a realizzare una architettura, un oggetto, un’opera: il progetto. Quale Γ¨ lo scopo del tuo lavoro?

pdc “Da queste premesse nasce il gioco che mi vede postare, nel tempo, tante immagini mie o prese in Internet, descrittive e possibilmente emozionali, espressioni della sensibilitΓ  e creativitΓ  dell’autore, rispetto all’argomento che vado a trattare, affiancate tra loro per affinitΓ , giustapposizioni legate al colore, alla forma, ai materiali, all’atmosfera d’appartenenza, per cui, ad esempio, una sedia di giovane designer Γ¨ messa accanto ad un paesaggio, che a sua volta Γ¨ in prossimitΓ  del dettaglio di una finestra, che Γ¨ vicino a un frammento di abito d’alta moda, che si affianca al fermo immagine di un vecchio film, a cui fa eco una fotografia rinomata oppure anonima…; e cosΓ¬ via: un oggetto da Compasso d’Oro Γ¨ posizionato allo stesso livello di una scarpa di Martin Margiela, ma accostati per analogia di materiali utilizzati, oppure partire da un prodotto che ha scritto la storia del design nazionale e internazionale ed evidenziare con esempi attuali, a quello ispirati, il percorso nel tempo, evolutivo o meno di quella iniziale ed ancora attuale bella storia”.
Sono immagini che mi hanno colpita, sono state da me archiviate mnemonicamente e ritirate fuori in associazione con altre ancora per rendere percorsi emozionali che sono miei, ma diventano anche di altri; si tratta di qualcosa che ognuno puΓ² recepire come sa e preferisce, aggiungendo a quel percorso il proprio, modificandolo, personalizzandolo.








gdl Rimanendo sul tema del progetto, in architettura e nel design vi Γ¨ a mio parere un’eterna “lotta” tra funzionalitΓ  e forma. Quale Γ¨ e come si puΓ² ricercare e trovare un buon equilibrio?

pdc Per rispondere all’eterna lotta tra ‘forma e funzione’ riporto, condividendola, una riflessione di Achille Castiglioni.
“La forma deriva da una problematica della funzione risolta con coerenza e semplicitΓ . La forma diventa quindi essa stessa una funzione, una manifestazione che incontriamo nello spazio e che non puΓ² essere separata dallo scopo a cui Γ¨ adibita.
Non vi Γ¨ dunque scarto tra forma e funzione, ma coincidono nella sintesi tra l’esteticamente bello e il concretamente valido”.
L’architettura e il design sono narrazione di valori anche comunicativi. L’architettura comunica uno spazio, una funzione, un sistema di vita; il design comunica una modalitΓ  di vita, usi, abitudini e costumi, concetti legati alla fruizione dello spazio che ci circonda e delle modalitΓ  con le quali l’uomo si appropria di esso.
Il design, dunque, da forma alla nostra cultura materiale, al nostro quotidiano.
“La forma Γ¨ cosa. Il design Γ¨ come” citando Louis Kahn.
Il design Γ¨ dunque visione, Γ¨ forma e funzione, Γ¨ tecnica e simbolo, fusi insieme con un obiettivo: il benessere dell’uomo.




gdl Vorrei concludere questa conversazione con un ringraziamento speciale per le emozioni che ogni giorno trasmetti attraverso le immagini. Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

pdc Esibizionismo e narcisismo sono certamente presenti in Facebook ed anche io non ne sono immune, in fondo, in fondo...!
Ma il fatto di essere la più spettacolare vetrina (digitale) delle vanità non gli impedisce di essere anche il luogo massimo dove le persone possono ritrovarsi davvero e per chi è capace riconoscersi, come lo è stato anche per me con alcuni di loro con i quali ho condiviso questo singolare percorso.
Luogo dunque di incontri e di ritrovamenti, tesi ad una maggiore riflessione sul come...e questo, in qualche modo è stato ed in parte ancora è, il senso dell’operare dell’artista: denunciare, anticipare, con la propria sensibilitΓ , problematiche sociali mettendone in evidenza il senso simbolico. È quello che, in piccola parte, di creativo c’è anche in me...!
“Il compito che mi aspetta e che cerco di assolvere Γ¨ di riuscire, col potere delle immagini, a farvi udire, a farvi sentire … “ Joseph Conrad.

Patrizia Di Costanzo