sabato 11 luglio 2015

Comunicare l’architettura e il design

Mi sono più volte soffermato a pensare al tema del comunicare l’architettura e il design.

Mi piace affrontare questo argomentare scomodando e citando Bruno Zevi, che nel 1973 scriveva il libro “Il linguaggio moderno dell’architettura” edito da Einaudi. Nella premessa, dal titolo “parlare architettura”, Zevi spiega l’assenza di una codifica per l’architettura ad eccezione del classicismo. “Senza una lingua, non si parla” esprime categoricamente nella prima parte mentre conclude così la premessa al testo “Questo lavoro ha l’ambizione di ogni atto eretico: suscitare il dissenso. Se innescherà uno scontro, avrà raggiunto lo scopo: anziché parlare sino al tedio di architettura, finalmente parleremo architettura.

Bruno Zevi

Certo l’argomento trattato da Zevi è decisamente più ampio e riguarda non tanto la comunicazione bensì il linguaggio architettonico, inteso come atto progettuale.
Nonostante questa diversità di argomento, la citazione sopra riportata mi ha portato a partire con la mia riflessione da un assoluto e cioè che l’architettura e il design siano essi stessi comunicazione. L’architettura comunica le funzioni, gli spazi, un sistema urbanistico, edilizio e sociale fatto di luoghi che interagiscono tra loro e persone che li vivono.
Il design comunica usi, abitudini e costumi di utilizzare gli spazi e gli oggetti che in essi sono contenuti e che ci circondano.

Le nostre vite sono in continua relazione con gli spazi che ci ospitano e con gli oggetti che ci circondano e che utilizziamo. Ma ogni spazio, ogni oggetto, ogni forma, ogni colore assume importanza in relazione all’assolvimento di una specifica funzione, alla risoluzione di un problema come ci ha insegnato Bruno Munari, il cui fine ultimo è quello di migliorare la qualità di vita.

Problema > Soluzione
Bruno Munari

I vari elementi che formano un edificio o un oggetto, la luce, la forma, la tecnologia, i materiali diventano essi stessi strumenti di comunicazione, un linguaggio figurativo che trasmette sensazioni ed emozioni alle persone che li vivono. Va da se che comunicare architettura e design significhi comunicare queste relazioni vitali tra uomo ed edificio, tra uomo e oggetto di design.

Tale comunicazione credo ruoti obbligatoriamente attorno al tema delle necessità.
Vi è innanzitutto la necessità da parte del pubblico di avvicinarsi e comprendere i prodotti, siano essi edifici o oggetti, con il cui processo evolutivo hanno poca familiarità, capirne il senso, la funzionalità, l’estetica, il modo di utilizzo.
Allo stesso tempo progettisti, architetti e designer sentono la necessità di trasmettere da dove nasce una singola idea, sentono il bisogno di spiegare il pensiero e la filosofia che c’è dietro ad ogni singolo progetto.
Infine vi è la necessità commerciale di parlare di architetti e designer, dei loro prodotti e delle loro opere, siano esse di architettura o di design, per poter vivacizzare i diversi mercati e canali di vendita, oltre che far crescere la conoscenza e la cultura di queste due discipline.

E’ Luciana Ravanel, titolare dell’agenzia Ante Prima Consultants di Parigi, esperta in promozione e comunicazione di architettura e design, a venirci in aiuto per districarci su tali temi.
In una recente intervista* sul tema del comunicare l’architettura, di cui consiglio la lettura completa, rispondendo ad una domanda sul perché la comunicazione sia un veicolo prezioso per l’attività dei progettisti risponde “Comunicare significa potersi esprimere, instaurare un dialogo diretto con i committenti, difendere le proprie idee. Bisogna saper comunicare a vari livelli e a diversi interlocutori – al pubblico, ai committenti, alla stampa – e bisogna essere efficaci con tutti...”.

pubblicazioni edite da Ante Prima

Comunicare l’architettura e il design risponde quindi all’esigenza di dare visibilità a idee, progetti e progettisti, raccontando storie di uomini, edifici e oggetti. Questa comunicazione ha però un ruolo più profondo, un ruolo educativo per fornire a chiunque gli strumenti finalizzati alla creazione di una capacità di lettura, analisi ed elaborazione di immagini, idee, progetti, prodotti.