venerdì 11 dicembre 2015

Ve.Nice Stuff ospita MADEHAND, un progetto fotografico di Anna Mainenti

Ancora tre giorni per l'esposizione veneziana dedicata al design Ve.Nice Christmas Stuff

Entrando nel suggestivo Spazio KANZ, non potrete non rimanere affascinati dalla grande parete in mattoni a vista su cui spicca uno splendido progetto di Anna Mainenti.

 

 



MADEHAND. A project by Anna Mainenti

Testo a cura di Valeria Nicolis

MADE-HAND è un progetto realizzato durante la Milano Design Week 2015, raccogliendo trena coppie di mani di professionisti nel mondo dell’artigianato e del design.

Le mani sono un mezzo, uno strumento che può ricevere l'affidamento di significati diversi a seconda di ciò che si intenda comunicare. Mano è un termine che sostiene le più diverse valenze semantiche. Metaforicamente, nel linguaggio del poker, una made hand è una mano completa, sufficientemente buona per prevedere di vincere la maggior parte delle volte. Cambiando posizione alle parole inglesi, hand made riconduce al fatto a mano, all’artigianalità riscoperta e alla manualità che la caratterizza.

L’immagine fotografica ritaglia la parte operativa e creativa dei professionisti che partecipano attivamente a divulgare e sostenere il valore e le idee alla base dei prodotti di design e di artigianato.
Le mani, osservate senza maschere e senza direzione di scena da parte dell’autrice, tramite una luce diretta, pulita, clinica e sincera, senza ombre e chiaroscuri, sono ritagliate dal corpo, con il valore di oggetti artigianali da valorizzare e raccontare.
Le mani come racconto di una persona: rivelano i segni del tempo, che difficilmente si possono mascherare; rivelano i segni del lavoro; raccontano la personalità e la storia di ciascuno.

Sono le mani e gli individui a raccontare e a raccontarsi. Per ciascun ritratto, le variabili sono determinate esclusivamente dal soggetto. L’autrice si vuole limitare a raccogliere, silenziosa, mantenendo invariati la tecnica, l’inquadratura, lo spazio e l’uso della luce.
Anna Mainenti fotografa le mani con la meticolosità della collezionista, una catalogazione sistematica quasi di impronta darwiniana, conscia che la ricerca e l’osservazione delle differenze pongono le basi sulla metodicità di elementi fissi e invariati.

Le mani, il primo strumento che ciascuno di noi utilizza per mettersi in contatto e in relazione con il mondo esterno, diventano, nel progetto seriale di MADE-HAND, il simbolo del realizzato e del realizzabile, descrivono una storia e preludono a progetti futuri.

Le mani di artigiani e designer, descritte e inventariate come oggetti di una serie, simili e unici, diventano metafora tangibile del lavoro manuale ed artigianale, idee palpabili di chi costruisce oggetti e ne promuove il valore e lo sviluppo.