giovedì 18 settembre 2014

Il designer Christian Piccolo si racconta: ho un sogno e ci credo!

Si dice che gli incontri via web siano freddi ed informali. Non è certo il caso del mio incontro con Christian Piccolo, giovane designer veneto conosciuto proprio grazie al web.
Classe 1977 dopo la laurea all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il massimo dei voti, inizia l’attività di designer e interior design. Dopo poco tempo raggiunge le prime importanti collaborazioni e nel 2008 fonda lo studio Christian Piccolo Design occupandosi di design a tutto tondo, dall'industrial design all’interior e graphic design. Il suo lavoro è caratterizzato da uno stile ed un linguaggio essenziali, minimalisti e razionali grazie anche alla ricerca di precisi rapporti matematici grazie all’ispirazione e all’utilizzo della sezione aurea. La sua ricerca lo ha portato a dare forma alla funzionalità e funzionalità alle forme. Nonostante la giovane età Christian Piccolo vanta importanti collaborazioni, la partecipazione ai principali eventi internazionali di settore e una menzione speciale al concorso Young&Design.

Backbone, la libreria progettata per Marchea
Menzione speciale Young&design

Dopo il nostro incontro virtuale ho avuto la possibilità di conoscere Christian e il suo modo di pensare e vivere il design.


gdl Quale è la giornata tipo di Christian Piccolo?
CP Dopo aver fatto colazione con la mia famiglia (mia moglie e i miei due bambini) mi preparo psicologicamente per essere pronto in un altra giornata lavorativa. Accendo il mio computer (compagno quasi inseparabile) leggo le mail, vedo le varie risposte o se arriva qualcosa di nuovo e poi si inizia a pensare e a contattare le aziende. Il più delle volte vado di persona a far vedere i miei progetti, per discuterli con la speranza che possano accettarli per andare in produzione. In questo particolare periodo è molto più difficile trovare consensi nelle aziende, ma si cerca di non demordere e continuare a proporre. Diciamo che la mia giornata tipo è una sorta di "lotta" tra progettazione e accettazione dei progetti alle aziende. La sera relax o dipende da come è andata la giornata, se devo modificare o rifare qualcosa, sempre un incognita.

gdl Siamo partiti con una domanda pressoché banale, oltre che per rompere il ghiaccio per fare insieme una riflessione. Per molte persone coloro che lavorano nell'ambito della creatività, tra cui i designer, sono persone poco concrete, con la testa tra le nuvole.
Per me  è esattamente il contrario: ho sempre avuto la convinzione che un lavoro creativo come il tuo vada oltre il normale orario di lavoro ed impegni la mente costantemente attraverso l’osservazione e la ricerca di nuovi spunti e nuovi stimoli. Quale è il tuo approccio e il tuo sistema di lavoro?
CP Ecco vedi, fino a qualche anno fa' il mio lavoro mi impegnava la mente costantemente, giorno e notte. Non potevo guardare un film, andare ad un museo o semplicemente fare una passeggiata che dovevo per forza avere un foglio di carta e una penna dove poter disegnare tutte le idee che mi venivano in mente. Il mercato permetteva di sbizzarrirsi con ogni idea, anche la più strana. Ora, la mia mente è sempre occupata, ma ogni idea va pensata e rielaborata tantissime volte prima di poterla sottoporre alle aziende in modo che sia perfetta e "pronta all'uso". Quindi, per riassumere, prima pensavo in modo continuo e creativo (sempre funzionale), ora penso in modo continuo ma più specifico. Insomma, è veramente un lavoro senza orario, la mente non si può spegnere e trae ispirazione da ogni cosa e/o scenario che ci circonda.

Quadro è la lampada da parete dal design
moderno e originale
disegnata per Linea Light Group

gdl Nel passato molti designer hanno raccontato di aver fatto una lunga gavetta prima di emergere, mentre tu hai già avuto la possibilità e la bravura di farti notare e conoscere nonostante la giovane età. Quale è stato il tuo asso nella manica?
CP La gavetta a me sembra di farla ogni giorno, anche quando ho avuto la menzione speciale al concorso Young&Design non mi sono sentito ancora "conosciuto". Spero ogni giorno di farmi notare sempre di più, anche da aziende importanti. Il mio asso nella manica? Ho un sogno e ci credo. E lotterò sempre per realizzarlo, crisi o non crisi. E' importante sognare e impegnarsi perché i nostri sogni si realizzino. Come si dice? Volere è potere?! Speriamo di riuscirci!

Movie è la lampada da terra che si apre automaticamente 
grazie ad un pistone a gas disegnata per ZAVA

gdl Guardando i tuoi lavori è facile notare come siano contraddistinti da forme pulite ed essenziali. Da dove nascono questo approccio al progetto e questo stile?
CP Ho la fortuna di amare il mio lavoro e quello che faccio fa' parte del mio essere. Ogni progetto realizzato è una parte di me e di come vedo le cose e vorrei fossero: pulite e minimali. Non amo le complicazioni e le decorazioni, tendo a ridurre all'essenziale il progetto senza che perda la sua funzione, poi tutto è relativo a seconda delle aziende con cui mi relaziono. Comunque di mio c'è una metodologia progettuale pulita, rigorosa.

 Outbox Inbox, le lampade da giardino dalle linee
 decise,pure ed essenziali disegnate per Torremato

gdl Forma e funzione. Come si può creare questo connubio?
CP Diciamo che nel progettare sto molto attento alla funzionalità del prodotto e quindi poi vado ad agire nella forma. Sono input che vengono trasmessi dalla funzione e si concretizzano nella forma, nelle mie forme. Oppure si può partire da una forma e darle una funzione, ma non è una metodologia progettuale che condivido.

Architettura, l’applique da parete o da angolo progettata per ZAVA

Les Jeux Sont Faits: un divertente e dinamico portacandele
progettato per Certre

gdl Quanto incide la scelta del materiale per un buon risultato del progetto?
CP La scelta del materiale è abbastanza importante se non quasi  fondamentale, quindi direi che scegliendo il materiale giusto si ha poi un buon progetto/oggetto. Di solito parto principalmente dal materiale per poi sviluppare un prodotto. Ad esempio immagina di fare un vaso, di certo non vai ad usare una rete metallica, ma scegli un materiale che possa contenere l'acqua, certo puoi fare un vaso con la rete metallica ma diventa una scultura, non un prodotto funzionale. La scelta del materiale quindi ha la sua importanza, conoscere i materiali è importante. Confrontarsi con artigiani e gente che ne sa è molto importante, e devi essere una spugna per capirne le proprietà e come queste poi rispondono quando vai a progettare.

Il lavabo Sasso realizzato in Cristalplant® per Mastelladesign:
una fusione di resine acriliche e minerali

gdl Guardando al futuro con cosa intendi sorprenderci?
CP In questo momento se guardo al futuro sinceramente sono un po' spaventato, anche se bisogna sempre credere in ciò che si fa', il futuro è davanti a me ogni giorno guardando i miei bambini, e mi chiedo cosa potrò dare a loro, che insegnamento potrò impartire, in che situazione li lascerò, ma queste sono riflessioni di un giovane papà. Per il futuro come designer mi piacerebbe sorprendere anche me con altri tanti progetti, con altre tante riconoscenze, magari sempre più prestigiose, basterebbe che le aziende si "fidassero" di più dei giovani e non degli "affermati". Nel futuro imminente dovrebbero uscire dei prodotti nuovi per la fiera di Milano, sempre che con i tempi si riesca.

gdl Grazie Christian!
CP Grazie a te Giorgio